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A Palazzo d’Accursio una mostra sulla tratta atlantica degli schiavi

Scritto da La Redazione il 21 aprile 2022

Da giovedì 28 aprile a domenica 29 maggio la Biblioteca Amilcar Cabral organizza nella Sala d’Ercole di Palazzo d’Accursio la mostra Schiavitù e tratta: vite spezzate tra Africa e Americhe, curata da un gruppo di studiosi italiani e senegalesi. Il percorso espositivo è dedicato al viaggio degli schiavi dall’interno dell’Africa alle Americhe per il lavoro nelle piantagioni, alle motivazioni economiche che hanno dato vita a questo gigantesco commercio di esseri umani e al legame tra “razza” e schiavitù.

Quella dello schiavismo è stata una vicenda tra le più importanti e tragiche della storia: milioni di prigionieri africani, uomini, donne e bambini, razziati e costretti a raggiungere le coste dell’Africa, stivati nelle navi in condizioni al limite della sopravvivenza, sbarcati in un continente sconosciuto e forzati con violenza al lavoro.
Per secoli la tratta degli schiavi è stata alla base dei rapporti fra Europa e Africa e questo sistema è stato determinante per lo sviluppo delle ideologie razziali e del mondo così come noi lo conosciamo.
La mostra intende ridare voce, corpo e identità a uomini e donne che alla violenza della deportazione del Middle Passage, la traversata atlantica, risposero facendosi protagonisti della propria storia: resistendo, ribellandosi, fuggendo, negoziando, costruendo legami famigliari e comunitari, inventando nuovi linguaggi, culture, forme d’arte, battendosi per l’abolizione della tratta. E contribuendo in modo decisivo a contaminare e plasmare la cultura e la politica dei mondi schiavisti, attraverso l’arte, la musica, la religione, le lotte per l’affermazione dei diritti di cittadinanza e della giustizia sociale.
Sarà analizzato infine il modo in cui i libri di testo delle scuole italiane hanno affrontato in passato e affrontano il tema dello schiavismo e della tratta.

Il percorso espositivo si sviluppa come un viaggio nel tempo e nello spazio.
Nel tempo perché ripercorre i quattro secoli che dalla fine del Quattrocento alla fine dell’Ottocento segnarono la nascita, lo sviluppo e poi l’abolizione della tratta transatlantica come commercio legale e costitutivo dell’emergente sistema capitalistico.
Nello spazio perché la tratta degli schiavi ha annodato in un ordine globale le storie delle due sponde dell’Atlantico: facendone uno spazio di interscambio di merci, tra cui quella di esseri umani considerati alla stregua di un “bene mobile” soggetto a proprietà privata, e di idee e costrutti culturali. Il concetto di razza emerge in connessione con la tratta degli schiavi e servirà a giustificare la schiavitù di esseri considerati inferiori e a erigere un ordine gerarchico basato sulle categorie di bianco e nero. Una questione dolorosamente ancora aperta nelle società europee ed americane come ben illustra la vasta mobilitazione di Black Lives Matter.

Il tutto è completato da un approfondimento sul caso dell’isola di Gorée (Senegal), sito patrimonio dell’umanità dell’UNESCO e meta di un vasto flusso di “turisti della memoria” afroamericani. All’interno del percorso,quattro personaggi realmente esistiti, un capitano schiavista e tre ex schiavi, raccontano a voce le loro storie individuali.

In parallelo alla mostra si terranno, a Palazzo d’Accursio e presso la sede della Biblioteca Amilcar Cabral, incontri di approfondimento, gruppi di lettura sullo schiavismo, presentazioni di film e concerti di canti di resistenza alla schiavitù.


La mostra è organizzata dal Settore Biblioteche del Comune di Bologna e dalla Biblioteca Cabral. Con la partecipazione della Maison des Esclaves di Gorée, Senegal.

ORARI: Martedì, mercoledì, giovedì, sabato 12.00-18.30 / Venerdì 14.00-18.30
INAUGURAZIONE: 28 aprile 2022 | 17.30
Ingresso gratuito