Come sarà la fase 2 dei musei di Bologna

Grandi: “Serve cambiamento di sensibilità in quella parte di Bologna affezionata all’idea di spettacolari eventi espositivi come motore di attrazione turistica”

Scritto da La Redazione il 29 aprile 2020

Dal prossimo 18 maggio, secondo quanto annunciato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, dovrebbero riaprire i musei nel rispetto dei protocolli di sicurezza disposti dalle autorità governative. Cosa succederà, quindi, a Bologna?

I musei civici sono pronti, anche se si attende di conoscere nel dettaglio le prescrizioni di sicurezza indicate dalle autorità governative. Si tratterà comunque di aperture con orari ridotti e su prenotazione per consentire visite in sicurezza e relax.

Roberto Grandi e Maurizio Ferretti, rispettivamente presidente e direttore dell’Istituzione Bologna Musei, hanno tenuto oggi una conferenza stampa virtuale per illustrare la situazione.

È emersa una grande crisi economica causata dalla riduzione dei proventi derivanti da ingressi, affitto spazi, merchandising, con un dimezzamento del budget per il 2020 che comporterà quasi certamente l’annullamento delle mostre nuove già programmate, comprese quelle del MAMbo.

“Dovremo – ha detto Grandi – puntare soprattutto sulle nostre collezioni permanenti. Nei confronti dei residenti attraverso azioni di welfare culturale che devono cercare di avvicinare i non-ancora pubblici. Nei confronti dei turisti attuando modalità comunicative e di accoglienza che siano in grado di enfatizzare l’eccellenza del patrimonio storico-artistico permanente e l’eccezionalità della figura di Giorgio Morandi come attrattore internazionale. L’offerta dei musei civici andrà dunque orientata in un’ottica di valorizzazione che segua questa bussola: i percorsi tematici interni e trasversali ai musei, le narrazioni, il ruolo della comunicazione, compresa quella digitale e i social media. Questo implica un radicale cambiamento prospettico che va sostenuto cominciando a creare le condizioni per un cambiamento di sensibilità in quella parte di Bologna affezionata all’idea di spettacolari eventi espositivi come motore di attrazione turistica“.

“Credo – ha aggiunto – che la città debba lavorare per offrire un’offerta sistemica che unisca soggetti pubblici e privati. I vincoli che ci sono imposti sono un ottimo motivo per sviluppare la creatività e avendo spazi, opere e, soprattutto, idee potremmo farcela. Penso anche al MAMbo, che può diventare un referente per raccogliere le idee di tutti quei curatori e artisti del territorio che soffrono come noi la crisi e pensare assieme cosa possiamo fare”.

L’offerta digitale avviata in questi mesi non si ferma: “L’obiettivo è stato, e continuerà a essere, quello di non sospendere il rapporto con il pubblico. Nei prossimi mesi verrà approfondita la riflessione già avviata su come arricchire le esperienze di visita, a cominciare dal restyling dei siti web e progetti di realtà virtuale”.

E sulla scelta criticata di regalare le Card Cultura rischiando la diffusione del virus ha commentato: “Non mi risulta che quelle file abbiano generato contagi. Detto questo: se da un punto di vista civico siamo contenti che quelle 30 mila persone potranno visitare i nostri musei, dal punto di vista dell’impresa abbiamo però 30mila persone che non ci daranno purtroppo alcun incasso“.

Rispetto alle mostre in corso: è confermata la proroga fino al 6 settembre 2020 della mostra Imago splendida. Capolavori di scultura lignea a Bologna dal Romanico al Duecento allestita nel Lapidario del Museo Civico Medievale e si sta inoltre verificando la possibilità di rendere di nuovo accessibile la grande mostra Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna con circa 1400 oggetti provenienti da 60 musei ed enti italiani e internazionali.

Sul fronte della formazione educativa è, invece, in corso di reimpostazione l’attività didattica per il prossimo anno scolastico con un’offerta integrata che prevederà sia una proposta digitale sia una presenza nelle sale in condizioni di sicurezza. È inoltre allo studio una rimodulazione alternativa dei campi estivi già organizzati negli scorsi anni, sulla base delle misure di prevenzione e protezione che verranno definite dalle autorità competenti.