Tutte le mostre del MAMbo nel 2020

Una sintesi del programma espositivo e dei progetti speciali della nuova stagione.

Scritto da Salvatore Papa il 24 gennaio 2020

Inaugurata la prima importante collettiva del 2020, AGAINandAGAINandAGAINand, il MAMbo torna a presentare il programma della nuova stagione approfittando del carro di Arte Fiera e degli occhi puntati sulla città. L’impostazione rimane quella lanciata dal direttore Lorenzo Balbi nel 2018, con distinte linee curatoriali per ogni spazio del museo e l’alternanza nella Sala delle Ciminiere – la parte più importante – di ospiti stranieri e artisti italiani, con un occhio di riguardo alle nuove generazioni.

Dopo THAT’S IT (2018) e la monografica su Cesare Pietroiusti (2019), sarà Aldo Giannotti l’artista italiano del 2020. Di base a Vienna, la pratica di Giannotti abbraccia da sempre differenti media, riflettendo sullo spazio, i meccanismi di potere e la struttura delle istituzioni. La sua prima antologica in un’istituzione italiana, Safe and Sound, si focalizza sui concetti di sicurezza e libertà con un allestimento che ripensa la tipica fruizione del museo con movimenti obbligati e una vena di ironia. Vedi anche (qui sotto) la sua cartolina del programma 2020 con le istruzioni per ballare il MAMbo.

Curiosità: Giannotti è stato anche il vincitore del “Pomilio Blumm“, il talent di Sky dedicato all’arte i cui partecipanti furono selezionati proprio da Lorenzo Balbi e Fabiola Naldi.

La Project Room continuerà, invece, a indagare le esperienze artistiche più legate al territorio emiliano-romagnolo.
Dopo la mostra sulla Galleria de’ Foscherari arriverà ad aprile La Stanza Rossa 1992- 1998. Trasversalità artistiche e realtà virtuali, a cura di Carmen Lorenzetti e Stefano Righetti, per documentare la storia della rivista bolognese che per otto anni si è occupata di media sperimentali tra arte, design e nuove tecnologie, e che in questo caso sarà rappresentata da quattro autori: Studio Azzurro, Giacomo Verde, Tommaso Tozzi e Mario Canali.

Seguirà, tra giugno e settembre 2020, Hidden Displays. Il non realizzato a Bologna 1975- 2020, un progetto di MoRE, museo digitale che colleziona, preserva ed espone sul web progetti d’arte mai realizzati o rifiutati tra il XX e il XXI secolo. La mostra, a cura delle nostre collaboratrici Elisabetta Modena e Valentina Rossi, si concentrerà in particolare su quei progetti artistici mai realizzati in città da quando è nata la GAM.

Il programma della Project Room si conclude tra ottobre 2020 e gennaio 2021 con Azioni in Super8. Film e performance allo Studio Bentivoglio, realizzata da Home Movies e a cura di Jennifer Malvezzi e Giulia Simi. La memoria qui torna sullo storico laboratorio filmico Studio Bentivoglio fondato nel 1965 all’interno di Palazzo Bentivoglio dal pittore Vasco Bendini e da Pier Paolo Calzolari. Un luogo mitico non solo per aver incrociato alcuni degli intellettuali più importanti degli anni 70, tra cui Allen Ginsberg, William Burroughs e gli attori del Living Theatre, ma soprattutto per le sue sperimentazioni cinematografiche in formato ridotto sulle quali, com’è noto, l’associazione Home Movies lavora da tempo.

Villa delle Rose conferma la vocazione internazionale e dismessa la personale di Antoni Muntadas, accoglie in primavera la quarta edizione di ROSE Residency Programme ospitando l’inglese Helen Dowling e i risultati della propria residenza a Bologna.

Tre, infine, i progetti speciali per il 2020: la performance in prima nazionale La vita nuova di Romeo Castellucci inserita nel programma di Art City (qui i dettagli), un’installazione immersiva di Nino Migliori, Stragedia, che nascerà tra aprile e settembre nell’ex chiesa di San Mattia da una rielaborazione di immagini scattate dal fotografo nel 2007, durante l’allestimento dei resti del velivolo negli spazi del Museo per la Memoria di Ustica; l’ampia retrospettiva su Giorgio Morandi nel CAFA Art Museum di Pechino curata eccezionalmente dal Museo Morandi.