Dopo Milano, Destination Zero in the city fa tappa a Roma, sempre con la voglia di esplorare i territori urbani, per scoprire alcuni luoghi eco-green della città dai quali ripartire per progettare un futuro sostenibile. Roma è la città dove il presente convive con il passato, dove ogni epoca della storia ha uno strato ben riconoscibile che si accumula a quelli precedenti, a volte ibridandosi completamente, a volte mantenendo i propri tratti distintivi. Un bagaglio temporale così vasto può essere un peso, ma anche un enorme serbatoio di sapere che contiene i semi del futuro che dobbiamo coltivare.

La connessione tra gli abitanti della città e una visione urbana green è quindi già in essere e vitale, ma dobbiamo prenderla per mano e svilupparla insieme. Cominciamo dalla mobilità

Roma ha un patrimonio verde unico al mondo per qualità – basti pensare ai parchi delle ville nobiliari Doria Pamphiji e Borghese – e per quantità: dalla macchia mediterranea costiera ai terreni coltivati biologicamente in collina. La connessione tra gli abitanti della città e una visione urbana green è quindi già in essere e vitale, ma dobbiamo prenderla per mano e svilupparla insieme. Cominciamo dalla mobilità: trasporto pubblico, bike sharing, monopattini elettrici e auto innovative elettriche, come le vetture PHEV (plug-in hybrid vehicle) di Jaguar, che riducono l’impatto ambientale grazie all’autonomia in modalità completamente elettrica fino a 53 km per la F-PACE e 55 km per la E-PACE, con possibilità di ricarica dallo 0 all’80% in soli 30 minuti.

Ma le ispirazioni per la community eco-green di Roma non si esauriscono col patrimonio naturale, sono in ogni angolo della città: nei complessi architettonici riconvertiti come Portuense 201, l’hub dedicato all’artigianato ricavato da una vecchia latteria, o nella Fondazione Pastificio Cerere, un’ex industria alimentare riqualificata grazie all’arte contemporanea. Sono nella creatività e nella condivisione degli spazi coworking come Ala/34, negli incubatori di innovazione e networking come Talent Garden, sono nei bicchieri di vino naturale de La Santeria e nei fermentati di Latta. Le traiamo dallo spirito recycling di RE(f)USE o dalle decorazioni floreali di Dylan Tripp, dai piatti bio de Le Serre by Vivi, dal design di locali come Numa e TreeBar e ovviamente dal green decor di Fleur Garden.

Jaguar, che con Roma condivide l’attitudine alla riscoperta, rigenerazione e valorizzazione delle eccellenze dell’arte e del design, promuove l’evoluzione in atto e investe nell’installazione di colonnine di ricarica nei pressi di realtà urbane eco-friendly. L’obiettivo è supportare il nuovo stile di vita della comunità di Roma agevolando la mobilità urbana a bordo di vetture PHEV (plug-in hybrid vehicle). Questa attivazione è in perfetta sintonia con la mission del progetto globale Reimagine del gruppo Jaguar Land Rover, che grazie alla reinterpretazione del futuro del lusso attraverso il design e l’elettrificazione, e ad esperienze speciali per i clienti, ambisce a una società più sicura e sana, per raggiungere l’obiettivo di diventare entro il 2039 un’azienda a zero emissioni di carbonio.

E allora, scusate il gioco di parole, ma le chiacchiere (e gli obiettivi) stanno a zero: Zero Emissioni, continuando a investire nelle tecnologie che hanno permesso negli ultimi 10 anni di dimezzare la CO2 emessa per veicolo, Zero Incidenti, grazie ai sistemi ADAS di riduzione del carico di fatica del guidatore, Zero Traffico, progettando una nuova mobilità urbana connessa.

Roma è pronta ad aggiungere un nuovo strato alla sua storia, potete scommettere che sarà green e sostenibile, ma soprattutto, a ridotto impatto ambientale.

 

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