I 30 anni del Cinema Ritrovato: qualche anticipazione sul programma

Il festival della Cineteca di Bologna torna dal 25 giugno al 2 luglio con la solita scorpacciata di film, i cine-concerti e le proiezioni sotto le stelle di Piazza Maggiore

Scritto da Matteo Cortesi il 19 maggio 2016
Aggiornato il 5 luglio 2016

Il Cinema Ritrovato compie trent’anni. Non cambiano i proponimenti, si allarga a macchia d’olio il raggio d’azione. È proprio il caso di dirlo: stesso film, stessa situazione, ma moltiplicato alla N. Alcuni numeri: cinque sale, oltre quattrocento film (di cui centocinquanta muti) suddivisi in venti sezioni, otto giorni di proiezioni, dieci pianisti a musicare i film silenziosi, tre serate con proiezioni al carbone in Piazza Pasolini, due serate in Piazza Maggiore con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. Per i cinefili (ma non solo) è arrivato infine il momento della grande abbuffata. Dal 25 giugno al 2 luglio, dalle prime ore del giorno a notte inoltrata, a ritmi da far sembrare Stakanov un pelandrone, una scorpacciata di celluloide da togliersi la voglia per la vita: capisaldi della settima arte, a volte salvati letteralmente dall’oblio, ripescati da cineteche di tutto il mondo, restaurati e donati al pubblico come fossero usciti domani, in una lotta contro il tempo che rende il tempo una costante priva di senso; ieri, oggi, da trent’anni e da qui a trent’anni il ponte più solido tra i fratelli Lumière e l’infinito.

L’intero programma verrà disvelato a tappe, come per i segreti meglio custoditi destinati comunque a diventare di pubblico dominio. Per ora, qui, alcune anticipazioni.

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I fratelli Lumière

L’edizione 2016 de Il Cinema Ritrovato più di ogni altra parte dai fratelli Lumière: in collaborazione con l’Institut Lumière verrà presentata per la prima volta in Italia una selezione della ‘stagione Lumière’ 1896, l’Anno Uno del cinema, e la mostra Lumière! L’invenzione del cinematografo che sarà visitabile dal 24 giugno a gennaio 2017 nello Spazio Sottopasso in Piazza Maggiore.

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Tempi moderni

Tempi Moderni di Charlie Chaplin aprirà la trentesima edizione con un cine-concerto in Piazza Maggiore sabato 25 giugno.

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I pugni in tasca

Soltanto alcuni imperdibili tra i “ritrovati e restaurati”: Fritz Lang (Destino, 1921), Frank Borzage (Secrets, 1924), John Huston (Il tesoro dell’Africa, 1953), Kenji Mizoguchi (I racconti della luna pallida d’agosto, 1953), Marco Bellocchio (I pugni in tasca, 1965), Robert Aldrich (L’imperatore del Nord, 1973).

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Il laureato

Il piatto forte – per il colpo d’occhio sopra ogni cosa – restano comunque le proiezioni al calar del sole in Piazza Maggiore (otto in tutto, una per ogni giornata del festival). Oltre a Tempi Moderni, tra gli altri, ci saranno anche Il Sorpasso di Dino Risi, Amarcord di Federico Fellini e Il Laureato di Mike Nichols. Ma a prescindere dai film in cartellone è una roba che avrebbe spinto Carducci a riscrivere Nella Piazza di San Petronio all’infinito, perché non esistono parole che rendano l’idea dello spettacolo. Una magia che si ripete inalterata anno dopo anno, prodigio in grado di convincere all’istante anche un cieco di trovarsi nel posto più bello al mondo.

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