I nuovi appuntamenti incauti di Laminarie alla Cupola del Pilastro

Dal 9 novembre nuovi racconti, letture, ascolti, incontri, visioni.

Scritto da La Redazione il 7 novembre 2019

Sono passati 10 anni dalla fondazione di DOM, 25 addirittura dalla nascita di Laminarie, la compagnia che gestisce lo spazio del Pilastro. Anniversari che prendono significato soprattutto in presenza di una totale instabilità economica, culturale e politica, che DOM e Laminarie stessi continuano ad attraversare con imprudenza, spinti dal desiderio di un ignoto che stimola la riflessione. Gli Anni Incauti, il titolo della rassegna inaugurata a marzo scorso, continuano quindi con un calendario di iniziative associate alla botanica, ognuna delle quali prende il nome di una pianta con caratteristiche affini.

Si riapre il 9 novembre con una giornata di eventi nominata Acer Campestre, come la pianta autoctona utilizzata tradizionalmente per sostenere i filari di vite e le piantate bolognesi. Alle 17 Laminarie dedica al rione Pilastro la pubblica piantagione di dieci alberi: quattro aceri campestri, una vigna, e sei alberi da frutto con la collaborazione dell’agronomo e direttore di Agriverde Sergio Dondi. Seguirà una lettura della Botanica Parallela di Leo Lionni, con la partecipazione di cittadini, artisti e studiosi. In occasione del trentesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino, Laminarie invita a riflettere su questo avvenimento attraverso la vicenda della casa sull’albero di Osman Kalin, eretta lungo il perimetro del Muro nel 1983, ancora oggi simbolo di resistenza nel distretto di Friedrichshain-Kreuzberg. A seguire incontro con Sabine Reich – drammaturga e vice direttrice del teatro di Dortmund – sul tema delle trasformazioni avvenute in campo artistico dopo il 1989 tra est e ovest.
A conclusione una selezione di vinili anni ’70-’80 tedeschi – Alte Schallplatten – a cura di Laminarie e la proiezione integrale di Murx den Europäer! Murx ihn! Murx ihn! Murx ihn! Murx ihn ab! Una serata patriottica, lo spettacolo dedicato alla riunificazione della Germania del regista svizzero Christoph Marthaler.

Il 15 novembre si riprende con la sessione abbinata alla Robinia Pseudoacacia, pianta impiegata con successo per consolidare gli argini franosi lungo i binari ferroviari. È una pianta forte, si propaga velocemente tanto d’aver modificato nel tempo il volto del paesaggio forestale, insediandosi sulle superfici degradate.

Dalle 19 si terrà F.A.Q., un excursus dedicato al ventennio ’69 – ’89 che vede la nascita e lo sviluppo del proto-punk come movimento socioculturale prorompente e dissacrante, con gli interventi di Stefano Gilardino (giornalista musicale, autore della fanzine punk hardcore Senza Nome, all’inizio degli anni Ottanta) e Alessia Masini (ricercatrice in Comunicazione e Disseminazione della Ricerca presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e autrice di «Siamo nati da soli». Punk, rock e politica in Italia e in Gran Bretagna (1977-1984) in pubblicazione per Pacini Editore).
A seguire una selezione anacronistica di vinili disobbedienti a cura di alcuni anziani del rione Pilastro e la proiezione alle 21 di The filth and the fury, il documentario di Julien Temple che racconta la storia dell’ascesa e caduta dei Sex Pistols attraverso interviste e immagini d’archivio.

Il 20 novembre si procede con la sessione dedicata al Laburnum Anagyroides, noto anche come falso ebano in quanto il legno si prestava alla realizzazione di strumenti musicali grazie alla sua eccezionale capacità di riprodurre vibrazioni sonore.
Alle ore 19 si terrà la proiezione di alcuni estratti di Dusk Chorus di Alessandro d’Emilia e di Nika Saravanja a cui seguirà un dialogo introduttivo al progetto Fragments of Extinction di David Monacchi.
Alle 21, invece, si entrerà nel vivo della serata con l’inaugurazione de Il suono degli ecosistemi, il progetto di David Monacchi (artista del suono, ricercatore e compositore eco-acustico). L’installazione – pensata in esclusiva per DOM grazie alla sua particolare struttura architettonica circolare centrale della cupola del Pilastro – consisterà nella creazione di uno spazio acustico immersivo ad altissima definizione per la riproduzione di habitat sonori naturali registrati nelle foreste primarie del pianeta e composizioni elettroacustiche basate su elaborazioni tridimensionali di elementi naturali concreti ed ecosistemi.

Il 29 novembre – decimo anniversario di Laminarie a DOM la cupola del Pilastro – è la volta di Laminarie. Alga della famiglia delle Fucacee, la Laminaria assorbe i liquidi e si espande, per questo motivo veniva inserita in steli nella cervice uterina per favorire la nascita.
Presentazione alle 19 di Anni Incauti [25 Laminarie/10 DOM la cupola del Pilastro] Cue Press, 2019, il libro che raccoglie quattordici interventi inediti scritti da studiosi e artisti dedicati ai dieci numeri della rivista Ampio raggio esperienze d’arte e di politica, pubblicazione che nasce nel 2009 con l’intenzione di contribuire alla riflessione sul progetto di Laminarie al DOM. Il volume dialoga con il teatro a partire dai contributi che giungono da diverse discipline nel segno della trasversalità dei linguaggi che da sempre accompagna le pratiche della compagnia.
Seguirá Raccogliere storie, proiezioni di fotografie dagli archivi di Laminarie e Fondazione Cineteca con l’intervento di Gian Luca Farinelli, direttore della Fondazione Cineteca di Bologna.
A conclusione delle iniziative autunnali, DOM la cupola del Pilastro ospiterà Bizzarrierbarirari: tre domeniche di cinema di animazione dalle 15 a cui seguiranno merende e incontri per piccoli spettatori in collaborazione con Schermi e Lavagne e il dipartimento educativo Fondazione Cineteca di Bologna.

QUI IL CALENDARIO COMPLETO