ArtRockMuseum: Iacampo e la musica della sua vita

Il cantautore, ospite della rassegna musicale a Palazzo Pepoli il 10 marzo, ci ha raccontato i suoi pezzi preferiti

Scritto da La Redazione il 9 marzo 2016
Aggiornato il 29 marzo 2016

Canzoni raffinate dai tratti minimali e suadenti, nutrite da testi che oscillano tra la poesia delle emozioni e la calma meditativa. Così è la musica del cantautore veneto Marco Iacampo, gentile e profonda, ma anche un po’ classica e un po’ folk, jazzy ed etno. Giovedì 10 marzo sarà ospite della rassegna ArtRockMuseum, accompagnato dalla fisarmonica di Sergio Marchesini, per presentare il suo nuovo album “Flores”, incrocio ideale tra l’Italia, il Brasile e l’Africa.

Per arrivare preparati ci siamo fatti raccontare la musica della sua vita. Godetevela.

DraoGilberto Gil
Una canzone profondissima, sull’amore che finisce per rinascere. Un concetto semplice che quando però è vissuto ha una forza dirompente.

 

God Only KnowsBeach Boys
C’è qualcosa da dire? In questa canzone c’è di tutto: voce, arrangiamento, dolcezza, e ancora semplicità.

https://www.youtube.com/watch?v=EkPy18xW1j8

 

Non ti amo piùRenè Aubry
Sempre bello sentire come viene recepito l’italiano e la musica italiana dall’estero. E quando è reinterpretata da un maestro c’è da apprendere. È uno dei modi per apprezzare il proprio background.

 

Big BillPaolo Conte
Paolo Conte è uno dei miei preferiti, sempre di grande ispirazione, per il suo modo di essere sempre musicale, anche nel senso delle sue canzoni. Questa è una canzone particolare, che parla di un uomo che fugge in due direzioni. So cosa vuol dire.

 

ChioveRoberto Murolo
La summa di una scuola, quella Napoletana. Famosa e influente in tutto il mondo. Quando ascolti una cosa del genere pensi che poi si possa solo far di meno. Questo ancora mi aspetto dalla canzone italiana. Ripartiamo da qui.

 

JokermanBob Dylan
E parlando di summe come non arrivare a Bob Dylan. in questa canzone proprio non rinuncia a metterci tutto, tutto quello che si sa e che non si sa e mette tutto a servizio di un giullare, della musica, del gioco. Il concetto di divinità non è mai stato espresso meglio.

 

Lonely Press PlayDamon Albarn
Esperto dei nuovi linguaggi messi al servizio del pop. Quanto mi è piaciuto questo lavoro, Everyday Robots. C’è molto dei tempi in cui viviamo, espresso in maniera limpida e senza nevrosi come molti dei suoi colleghi.

 

Dead Man’s BootsSting
Non si è mai fermato quest’uomo nel cercare una sorta di perfezione, molte volte estetica, ma sempre molto nobile, e alla fine chiude il cerchio con la vita vissuta, e riesce ancora a sorprendere con scelte coraggiose e alternative se consideriamo che è una delle star più famose al mondo. Si mette sempre in gioco. In questo pezzo un padre parla al figlio, saggiamente, il figlio risponde con la saggezza del cuore, dell’anima, del suo destino. Diverso da quello del padre.

 

Astral TravellingPharoah Sanders
La sentite la voce? È nel suo sax. Come il canto. Quanto mi piace ascoltare Pharoah Sanders, vero momento spirituale. Il mio preferito quando non ho bisogno di parole.

 

Ndormenzete Popin (tradizionale) – Coro SAT
Per andare a letto ci sono le ninne nanne. Questa è una delle più belle, in un arrangiamento speciale, degno dei sopracitati Beach boys. È del prestigioso Benedetti Michelangeli. Canta il coro SAT, il coro forse più famoso delle nostre Alpi.