Il 2019 del MAXXI

Dopo la presentazione della nuova programmazione, la manovra finanziaria governativa ha drenato molti dei fondi destinati al Museo. Che succederà?

Scritto da Nicola Gerundino il 3 gennaio 2019
Aggiornato il 4 gennaio 2019

Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco. Non dire “Le mostre del 2019” se ancora non è passata la manovra finanziaria. Dopo l’anticipazione in un articolo di Michele Anzaldi sull’Huffington del 21/12, nei giorni concitati della stesura e dell’approvazione al fotofinish della prima manovra giallo-verde ha trovato riscontro un taglio sostanzioso ai fondi di due importanti musei romani: Il MAXXI e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna. In poche parole, 3 dei 4 milioni che solitamente vengono destinati a queste due realtà tramite il Pac – Piano per l’arte contemporanea, verrebbero dirottati alla promozione dell’arte all’estero, lasciando poche briciole sul suolo patrio. Un po’ come finanziare una delegazione in Scandinavia per invogliare le popolazioni del nord a passare l’estate nei laghi italiani, per poi farglieli trovare prosciugati e con le carpe putrescenti spiaggiate. Ovviamente la partita istituzionale è tutta aperta e c’è da aspettarsi – anzi, da augurarsi, ché di certo c’è poco – che nelle prossime settimane questa ferita finanziaria venga rimarginata e si trovi un piano B.

L’elemento tragicomico è che tutto questo accadeva dopo che il MAXXI, sempre il 21/12, presentava il suo programma per le feste natalizie, correlato da una corposa serie di anticipazioni di quello che accadrà nel 2019. Una retrospettiva dedicata al fotografo Paolo Di Paolo (21 marzo – maggio 2019), un progetto site specific con protagonista Paola Pivi (4 aprile – 8 settembre 2019), una grande mostra in occasione del centenario della nascita di Maria Lai (26 giugno 2019 – gennaio 2020). Poi, in primavera, una collettiva fotografica sulle zone terremotate nelle Marche con lavori di Olivo Barbieri, Paola De Pietri e Petra Noordkamp, una mostra dedicata alla spiritualità (ottobre) e altri due focus su Gio Ponti (novembre) ed Enzo Cucchi (settembre). Moltissima Italia, cosa che dovrebbe saltare rapidamente agli occhi di chi sta facendo della “priorità tricolore” il proprio vessillo.

Nel frattempo, Giovanna Melandri, Presidente della Fondazione MAXXI, ha confermato anch’essa i tagli dopo aver letto il testo legislativo e ha già dichiarato che, se saranno definitivi, il Museo sarà costretto a rivedere i suoi programmi.

Serve poco aggiungere altro, la situazione fa già piangere così.