Il bancone del bar diventa digitale

Farsi da bere online non è poi così male con questo gruppo di bartender

Scritto da Martina Di Iorio il 2 febbraio 2021

Metti che una sera abbiate voglia di tornare nel vostro bar più affezionato. Sono le 18 e le serrande, come ben sapete, sono già state abbassate. Siete anche un po’ stanchi di aperitivi su Zoom e masterclass dal piglio alfabetizzante. Volete solo farvi un old fashioned e soprattutto scambiare due chiacchiere con chi, da sempre, ascolta vita, morte e miracoli della vostra esistenza. Da qui l’idea: una piattaforma digitale che diventa quello che è il primo bar virtuale in Italia. Si chiama ononexperience.com e nasce da un gruppo di professionisti romani e non solo della mixology capitanati da Valerio Albrizio. Con cui scambio due parole sulla nascita di questo progetto.

Vogliamo portare a rivivere l’interazione bartender-cliente. Anche davanti a uno schermo.

“Nasce già prima della pandemia questa idea di raggruppare un po’ di bartender sul web per portare l’esperienza del bar nelle case delle persone. Poi si è perfezionato con il tempo e le esigenze, come ben sappiamo, ci hanno indicato che eravamo sulla strada giusta. Non vogliamo fare delle masterclass noiose su come imparare a fare i cocktail, alla gente poco interessa, vogliamo portare a rivivere l’interazione bartender-cliente. Anche davanti a uno schermo.” Infatti il tentativo è quello di digitalizzare un settore e renderlo sostenibile, soprattutto in questo momento storico. Navigando nel sito si ha l’impressione di entrare in una vetrina alcolica. E la cosa ci piace. Martini, negroni, bloody mary, pisco sour, un menu virtuale al quale si associa un calendario di appuntamenti con tanti nomi da Roma a Milano: Patrick Pistolesi del Drink Kong, Terry Monroe dell’Opera 33, Federico Tommaselli del Jerry Thomas, tra i molti.

Si sceglie la bevuta, si paga un prezzo tra i 15 e i 35 € e ci si vede online. A differenza di una masterclass, con la presenza contemporanea di più persone, in questo bancone del bar virtuale si starà massimo in quattro, in modo che l’ora a disposizione non sia solo un momento per imparare un cocktail ma per scambiare due chiacchiere. Noi abbiamo provato sulla nostra pelle, o meglio sul nostro allenatissimo fegato, quello di cui stiamo parlando e ci è piaciuto. In un qualsiasi sabato di lockdown insieme alla trasformista e bravissima Terry Monroe abbiamo creato un old fahioned e un bitter casalingo. Vi preparate l’occorrente – a breve attiveranno anche un servizio di box che vi arriveranno a casa – e giù a shackerare o stirrare. Anche con il dito. Va a finire che terminata l’ora insieme, dove si parla anche dei massimi sistemi con i “vicini” di bancone, si continui a provare e ovviamente a bere. Con qualche nozione in più.