Terry Monroe dell’Opera 33

«La vita è troppo breve per indossare solo una maschera, pratico l'arte della trasformazione in un locale col teatro dentro dove gli spettatori desiderano esser parte attiva delle scene principali»

Foto di Dominga Rosati

Scritto da Simone Muzza il 1 ottobre 2015
Aggiornato il 19 giugno 2017

Terilyn Monroe è l’anima dell’Opera 33, locale di via Farini che nel corso degli anni si è meritatamente guadagnato una clientela fedele, attratta da ottimi cocktail conditi da una buona dose di folklore e da alcune feste indimenticabili.
Ci ha accolti all’Opera con la sua tipica dose di entusiasmo e ironia con un bellissimo vestito da Fata Turchina e, mentre ci preparava un ottimo Sazerac, ci ha raccontato un po’ di lei e del suo locale che sabato 28 novembre compirà ben 18 anni.

Zero – Puoi presentarti?
Terilyn Monroe – Mi chiamo Maria Teresa, che diventa Terilyn Monroe nel corso degli anni e a seconda della variopinta vita notturna. Sono nata nel vicino 1975 in Lucania, calda terra del Sud.

Come e perché hai iniziato a lavorare al bancone?
Ero affascinata dalla gestualità dei barman dai quali andavo a bere e dal loro ruolo di protagonisti da banco-palcoscenico. Un bicchiere lava l’altro… e poi il primo bicchiere pieno era sempre il mio!!!

sazerac_speziology_style

Chi è stato il tuo maestro?
Un cliente che mi mise alla prova facendomi creare a discapito del suo palato… gli andò bene.

Qual è il primo drink che hai preparato? Com’era?
Un Favoloso Cocktail Martini… non sapevo neppure cosa fosse.

Quando e come sei arrivata ad aprire Opera 33?
1997… una bislacca proposta commerciale di collaborazione e fu società quasi subito.

Com’è la linea di Opera 33?
Una proposta che cambia abito a ogni stagione e si veste dei colori e dei profumi di botaniche e spezie che donano il meglio delle loro fragranze, aromatizzando distillati e drink.

Opera33_milano_cocktail_via_farini

Quali sono i prodotti ai quali non rinunceresti mai?
Hehehe… Impossibile vivere senza spirito e chi più ne conosce, ne metta. Sul banco bar poco deve mancare.

Qual è l’oggetto a cui non rinunceresti mai mentre lavori?
Le mie pinze da wok che mi dipingono con gli arti di una mantide religiosa.

La prima volta che ti siamo venuti a trovare (nel lontano 2002 o giù di lì… tu avevi già aperto da qualche anno comunque) abbiamo bevuto molto bene e ci hai stupito con i cocktail alle spezie. Lo stesso stupore lo riproviamo ogni volta che ti veniamo a trovare. Qual è il segreto? Quanto studi? Dove studi? Quanto ti piace questo lavoro?
Viaggiare, giocare, sognare, osare… Non si finisce mai di imparare e di sbagliare per imparare… La sperimentazione supportata da testi di chimica organica e vecchi libri di alchimia, la curiosità nella scoperta di nuovi profumi… il gioco dei colori e tanti clienti difficili, questo un ottimo metodo di studio… Tutti palati da prendere con le pinze.

Opera33_milano_cocktail_via_farini

Un aspetto molto importante di Opera 33 è quello ludico e di interazione con gli ospiti. Insomma, non è certo il solito bar dove entri, bevi e te ne vai. Puoi raccontarci com’è nata l’idea delle performance e come si è evoluta in questi anni?
La vita è troppo breve per indossare solo una maschera, pratico l’arte della trasformazione in un locale col teatro dentro dove gli spettatori desiderano esser parte attiva delle scene principali.

Sabato 28 novembre Opera 33 compie 18 anni. Cosa stai preparando?
Sono già 18?… Acciderbole, bisognerà impegnarsi e far un party da debuttanti che non si possa dimenticare. Stay tuned… finalmente maggiorenne!!! Ultimo giro di giostra per favole e dolciumi… ricchi premi e cotillons.. e che il circo abbia il suo palco.

Qual è il cocktail da provare?
Sazerac in Speziology’s Style, servito al tavolo. Qui la ricetta.

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É un periodo parecchio favorevole per il mondo dei bar e dei barman a Milano: aprono sempre più locali, alcuni anche di qualità. Qual è il tuo punto di vista?
Esistono altri locali? Non mi risulta…Hahahah. Ovvio che io sono di parte. Comunque adoro cercare il mio angolino dove poter gustare nuovi profumi da bere. Avanti i giovani!

Quali sono i locali di Milano che frequenti?
Pochi… e me ne spiaccio, ma dopo 23 anni di vita notturna dedico le mie serate a intimi e vicini senza il vociare della scena. Una cena magari in una trattoria da balera, cose semplici per non dimenticare le origini.

Tu cosa bevi di solito?
Assaggio… non bevo, ma se mi chiedi il mio drink: un Campari shakerato con gin o una bottiglia di buon Amarone.

Qual è il rimedio per riprendersi da una sbronza?
Non si finisce mai di bere… una macchina senza benzina scoppietta… rimandare in circolo oppure…. Bere bene per il piacere di bere…. l’alcol è spirito e serve ad elevar lo spirito… Gustare per continuare a gustare… questo è un ottimo rimedio per non inciampare in una sbronza.