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Il Liscio candidato a Patrimonio Unesco dell’Umanità

Scritto da La Redazione il 20 luglio 2023

L’Assessore alla cultura della Regione Emilia-Romagna Mauro Felicori ci crede: il Liscio, la famosissima musica da ballo della tradizione romagnola, ha le carte in regola per diventare Patrimonio immateriale Unesco dell’Umanità. In Italia, finora, ci sono riusciti in 15 tra cui l’arte del “pizzaiuolo” napoletano o l’Opera dei Pupi Siciliana, e nel mondo sono tante le tradizioni musicali che hanno raggiunto il traguardo, come lo Zaouli, una musica e danza popolare delle comunità Guro della Costa d’Avorio, o il Punto, la poesia musicale dei contadini cubani.

Con una risoluzione bipartisan approvata in Assemblea legislativa qualche mese fa, è partita perciò l’interlocuzione con il Ministero della Cultura a cui spetta la titolarità della candidatura.

Il ballo liscio è stato letteralmente la colonna sonora della Belle époque popolare, facendo ballare intere generazioni nelle balere e nelle feste popolari, sullo sfondo di una società in profondo mutamento tra l’Ottocento e il Novecento. Nel primo dopoguerra in Emilia-Romagna, soprattutto grazie a Secondo Casadei, detto anche lo Strauss della Romagna, si sono diffuse e si sono consolidate rapidamente diverse “scuole” di ballo liscio: una emiliana, una romagnola e una bolognese. Chi non conosce Romagna Mia? Ma per comprendere l’intreccio identitario che lega il liscio alla nostra regione occorre appunto tornare all’Ottocento e a quella società in rapido mutamento che ha visto come protagonisti braccianti, contadini, artigiani, commercianti e musicisti in un intrecciarsi di processi politici, sociali e culturali.

Il percorso per il riconoscimento dell’importanza del Liscio e della musica “popolare”, e l’attenzione anche internazionale che ne deriverebbe, rappresentano, quindi, secondo la Regione un’opportunità di cui può beneficiare l’intero territorio e un’occasione di crescita, in particolare, per il settore musicale. 

Come prima parte di questo percorso è nato ieri “Vai Liscio”, progetto di monitoraggio e valorizzazione di quest’autentica tradizione popolare, a partire dal sito www.vailiscio.it. Obiettivo, favorire la condivisione e la raccolta di notizie, video, fotografie, documenti e curiosità di quest’immenso patrimonio e sostenere ulteriormente la sua candidatura all’Unesco.

“Il progetto- ha spiegato l’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori – nasce dall’esigenza di ricostruire la storia del Liscio, ma ancor più di sottolineare quanto oggi questa tradizione sia viva: non è solo un modo di fare musica o danzare, ma anche di vivere e condividere con calore, allegria, dedizione, ed è – oltretutto – un valore fortemente identitario. Ecco cos’è, in sintesi, ‘Vai Liscio’: un’esortazione e un invito alle comunità locali, anche informali, e alla comunità di emiliano-romagnoli nel mondo, agli studiosi e a tutti gli appassionati a far vivere il Liscio”.

Da un lato, l’intento del progetto “Vai Liscio” è quello di costruire una raccolta documentale e una mappatura delle esperienze, dei luoghi e del sapere condiviso; dall’altro, di supportare e incentivare la diffusione di eventi e progetti che ruotano intorno al Liscio. Il sito www.vailiscio.it è, infatti, una piattaforma aperta alla collaborazione di tutti per promuovere il Liscio e testimoniare come, nella sua accezione più ampia, sia – con la sua natura popolare, la diffusione storicamente ampia e il suo carattere inclusivo e intergenerazionale – il racconto vivo di una comunità dall’identità definita e al contempo senza confini.

Con l’obiettivo di favorire la più ampia partecipazione, al centro della struttura del sito c’è un blog al quale tutti possono contribuire: è infatti sufficiente registrarsi ed inviare la propria proposta di contenuto attraverso la compilazione di un form.