Eating Navigli

Carbonara, burritos e arrosticini: il quartiere è un menu da sfogliare

quartiere Navigli

Scritto da Martina Di Iorio il 10 dicembre 2020
Aggiornato il 23 dicembre 2020

illustrazioni di Costanza Starrabba

Ci siamo immaginati la città come un unico, grande ristorante. Di quartiere in quartiere abbiamo mappato alcune attività resistenti che vogliamo supportare, selezionando – simbolicamente – un piatto o un drink a locale. Il bar dove hai rimorchiato quella sera, la trattoria dove hai fatto il bis di mondeghili, il locale fighetto che non hai mai smesso di fotografare. Sono qui, ancora a infornare, impiattare o shakerare, si spostano in motorino o in bici e suonano il campanello di casa tua. Il menu del tuo quartiere è un gioco da scorrere, una fotografia semiseria del lato gastronomico della porzione di città in cui viviamo. 

I Navigli sono una repubblica galleggiante simile a un’ecosistema autosufficiente che si regge sulla sua community: giovani, universitari, trend setter, e soprattutto locali. Tanti, in schiera, brulicano tra le arterie principali di questo quartiere-stato. Se l’aperitivo avesse una residenza sarebbe sicuramente qui: non quello associato impropriamente al termine da voltastomaco “movida”, ma quello all’avanguardia, portabandiera di qualità, innovazione ed esperienza. I Navigli si scoprono con pazienza e mostrano il loro lato gourmet (e non solo) a chi si dimostra curioso e ragiona fuori dal concetto di pret-a-manger. Tra Conchetta, zona che mostra il segno di un passato anticonformista, l’umido ma bellissimo Naviglio Pavese e la nuova zona della Darsena che si spinge fino al Naviglio Grande, si mangia e si beve in maniera diversa. E soprattutto non ci si arrende, facendo la differenza in termini di qualità, contro quella foodificazione che qui sembra un po’ mettere mano ovunque.

Il menù dei Navigli

Dall’antipasto al dopocena, ecco i nostri piatti e cocktail preferiti. Non ci resta che ordinare perché #supportailtuoquartiere.