Il quartiere del design milanese scarta una nuova “Caramela”

La faccia underground di Porta Genova nel nuovo video di Ckrono e Mc Ninjinho

Scritto da Alessia Musillo il 3 dicembre 2019
Aggiornato il 4 dicembre 2019

15 novembre 2019. Il mio Instagram si imballa di un nuovo tormentone dal titolo “Caramela”. Indago meglio ed è subito tutto chiaro: Ckrono sta lanciando una bomba baile funk pronta ad esplodere. All’anagrafe Gianluca Daiichiro Rossi, detto più comunemente Ckrono appunto, è uno dei tre dj e producer della crew Balera Favela – il team musicale che dal 2017 si muove fra il curioso Bar Doria di Loreto e la Santeria Toscana di Milano sud, animando due quartieri opposti della città con ritmi che spaziano dalla tropical bass all’elettronica più ricercata, praticamente mezza sconosciuta in Italia perché ghettizzata nelle favela brasiliane. Eppure Balera Favela, ovvero il sodalizio musicale di Ckrono, prp (Pierpaolo Moschino) e Go Dugong (Giulio Fonseca), ha saputo accorciare le distanze fra Milano e i territori underground d’Oltreoceano, rendendo masticabili (e ballabili) brani ricercati che, a dire la verità, per conoscerli, sarebbe necessario avere un phd in musica.
Anche senza una formazione sonora da 10 e lode, il messaggio della crew arriva chiaro: abbattere i pregiudizi, i confini dei ritmi baile funk. La potenza con la quale i tre resident suonano dietro le consolle di tutta Europa li ha resi piccole star del clubbing e format di una serata seguitissima, specie a Milano. La stessa Milano che, due anni fa, forse aspettava veramente che arrivasse una ventata di musica tropical bass da gente nuova. La città ne è stata colpita fondamentalmente per due motivi: Balera Favela costituiva appunto una novità; Balera Favela riuniva sulla pista da ballo comunità diverse per provenienza geografica e gusti musicali. In breve tempo la serata ha affondato le radici in un sottobosco assetato di suono, accaparrandosi consensi internazionali – dalla Svizzera alla Germania, passando dai Paesi Bassi e dalle numerose località della nostra Penisola.

“Caramela” (uscito su Man Recordings, la label che ha portato il funk in Europa nel 2005), al primo ascolto, sembra un gioco. Basta perdersi nel suo labirinto sonoro per rendersi conto della novità che costituisce: è il primo brano baile funk interamente cantato in italiano. Sì, la voce di Mc Ninjinho, cadenzata da quell’accento fiorentino che a lui appartiene, si destreggia sui beat di Ckrono, ricordando la lingua madre di questo genere musicale: il portoghese. Ma, nel singolo, di portoghese c’è ben poco: alla nostre orecchie arriva chiaramente l’intenzione italiana di rifarsi al baile funk delle favela. Si rispolvera un pezzo di storia, poiché questo genere, dalla fine degli Anni Novanta ai primi Duemila, utilizzava spesso le melodie della tarantella (ben note a noi italiani), accompagnandosi alla fisarmonica. I brani erano e sono tutt’oggi un campo minato di sample dal gusto sonoro “popolare”. La produzione del pezzo non si è limitata, con “Caramela”, ad abbattere i confini favelas du Brazil e Italia, ma ha anche lanciato un video ufficiale, di colore e stile underground girato interamente nel quartiere del design milanese.

Curioso! Ora, non si dica assolutamente che il tessuto urbano delle vie Tortona e Savona sia una mezza favela. Al contrario anzi, il tono upper class e l’innovazione non abbracciano affatto una musica che a tutti gli effetti non gli è familiare. A unire la ballata funk italiana all’ambiente circostante è la faccia underground della zona: i protagonisti del video si muovono in luoghi del passato che si sposano perfettamente alle melodie. Non dev’essere stato semplice ritrovare quella faccia “street”, nascosta all’ombra di spazi come Milano Space Makers o Superstudio Più; d’altro canto piazzare Ckrono e Mc Ninjinho ai bordi della città, magari in Barona o lontani chissà dove, per ricordare lo spazio alternativo che accoglie questo genere musicale, sarebbe stato un po’ scontato o addirittura impersonale.

Il team che ha lavorato al video, formato da Lorenzo Lorenzini, Ergest Ajasllari, Giulia Saporito e Mario Andreotti, ha soffiato via dalla scatola urbana lo strato di polvere dell’innovazione, che rende ormai iconica l’architettura del distretto, scoprendone una veste vintage Anni Sessanta ormai dimenticata. A un occhio allenato, il video si inserisce in un contesto italiano fortemente tipicizzato: il mercato di quartiere, la celebre Latteria che sfida Deloitte, la Bocciofila Montevideo. Il volto dell’area che ne emerge è un racconto fra bancarelle di frutta e verdura, tovaglie a quadretti bianchi e rossi e bocce con cui giocano gli anziani di via Montevideo e dintorni, tutti i giorni. E, questa faccia del distretto, che ormai tendiamo a non ricordare, fra gli Anni Sessanta e Ottanta, cioè prima che la zona diventasse baluardo di innovazione, fu il punto di partenza dei “suddisti” italiani che in massa acquistarono case a poco prezzo stabilendosi in un’area che, solo con il tempo, sarebbe diventata quella degli affitti a 600€ a notte durante la settimana del Fuorisalone.

Ckrono, mentre gira la “sua” Milano sud, ci insegna che nulla si crea e tutto si trasforma

Non ci sorprendiamo dunque se i caseggiati di via Ventimiglia si scontrano architettonicamente con la hall di Armani. Perché quello che vediamo oggi è il risultato di un’agglomerazione urbana avvenuta nel tempo. In altre parole, la zona non è paragonabile per esempio a Città Studi, dove i ristoranti e i bar si sposano in armonia col paesaggio abitativo perché tutto calcolato al momento della sua costruzione. Qui, l’innovazione è arrivata in un’era successiva a condire la semplicità del quartiere.

Ckrono e Mc Ninjinho – “Caramela”

Il video di “Caramela”, oltre a farsi portavoce a Milano delle melodie ancora circoscritte in Brasile, fa riemergere contesti che invece resistono alla prova del tempo, iconici nei loro tratti distintivi; crocevia di “topoi” attraverso i quali, ancora oggi, larga parte degli stranieri guarda all’Italia. Così, attraverso la musica, un distretto che cerca sempre di veicolare un’immagine di sé molto legata al design, al contemporaneo, si riscopre traccia urbana underground dove trovare i luoghi del passato. Entrarci. Sedersi. Fraternizzare con chi li vive. Farli notare ai propri seguaci. Scartare caramelle. Ckrono, mentre gira la “sua” Milano sud, ci insegna che nulla si crea e tutto si trasforma.