New Echoes: suoni oltre i confini

La rassegna di musica elvetica a Venezia giunge alla sua terza edizione

foto di Samuele Cherubini

Scritto da Redazione Venezia il 4 marzo 2019
Aggiornato il 18 marzo 2019

Cioccolato, formaggio e banchieri con la ventiquattrore. Un po’ come dire: mamma, mandolino, pizza. Gli stereotipi si muovono sempre a colpi di tre. È giunta ormai alla terza edizione anche “New Echoes, rassegna di nuova musica svizzera a Venezia”. I concerti promossi da gennaio ad aprile ci aiutano a scoprire quanto il paese elvetico sia ormai lontano da quella stilizzata triangolazione folkloristica. Nuovi linguaggi, contaminazioni stilistiche, sperimentazione, avanguardia, connessioni globali: tra le cime delle Alpi nord occidentali riecheggiano nuovi suoni.

Questo è ciò che “New Echoes” ci suggerisce fin dal titolo e che il direttore artistico Enrico Bettinello, presentando la nuova edizione, esplicita così: «All’insegna dello spiazzante contrasto tra i luoghi comuni e gli archetipi che accompagnano sempre “l’idea di Svizzera”: sei traiettorie sonore tutte da vivere con curiosità e in prima persona; un modo conviviale e unico di fare esperienza di una creatività che nasce nel cuore di un’Europa bisognosa di ripensarsi e che può farlo attraverso l’arte, tra tradizione e cambiamento, paesaggi obliqui e felici spaesamenti». Parole sante, che trovano piena applicazione anche nella proposta di un format, a ingresso libero, sapientemente costruito attorno alla cura di ogni aspetto: non solo le ottime proposte musicali che abbiamo riconosciuto negli anni ma anche una grande attenzione alle modalità di accoglienza nei confronti del pubblico. Cuscini, relax e scorci suggestivi su Venezia. Buone vibrazioni.

Quest’anno la scelta degli artisti si muove tra il cantautorato folk sperimentale di Eric Chenaux e l’originale ricerca chitarristica di Christy Doran, il jazz elettrico del Trio Heinz Herbert e il pop performativo al femminile delle Eclecta, il fantasioso giardino percussionistico allestito da Lucas Nigg e una formazione classica come il trio con pianoforte dello Stefan Aeby Trio che ha aperto la rassegna. Alte montagne svettano lungo il nostro itinerario: la personalità e le potenzialità relazionali del linguaggio musicale sapranno scavalcarle? L’evento è promosso dalla fondazione Svizzera per la cultura Pro Helvetia e dal Consolato Svizzero a Venezia, facendo rete con un sistema variegato di istituzioni del territorio come il Teatrino di Palazzo Grassi, la rassegna Jazz Area Metropolitana e la sede veneziana dello IED, Istituto Europeo di Design. Già a partire da questo circuito virtuoso di collaborazioni ci testimonia che la risposta è affermativa, nel modo più assoluto. Non rimane che segnare in agenda.