NoLo Fringe Festival

Il festival di teatro diffuso che fiorisce ovunque.

quartiere NoLo

Scritto da Annika Pettini il 3 settembre 2021
Aggiornato il 7 settembre 2021

All’inizio dell’estate stavo parlando con una ragazza che lavora nello spettacolo e dirige una compagnia teatrale a Milano. Mi stava raccontando dei cambiamenti che stanno scrollando il mondo del teatro in tante sue forme. La voglia di uscire dai teatri, di liberarsi di ogni muro o barriera, compresa quella che si portano dietro “le cose culturali”. Per diventare fluidi, accoglienti e aperti al dialogo con la realtà. Un teatro che ha voglia di parlare davvero, non solo di raccontare storie ma di ascoltare cosa succede intorno e renderlo vivo.
Ne parlava con gioia, come se ci fosse un “finalmente!” velato nella sua voce. Come se il motivo per cui si era innamorata di questa arte, si stesse finalmente rivelando vero. E ci ripenso adesso perché sta per tornare in città un festival che tutto questo lo porta avanti da anni, ma che quest’anno lo fa con una voce ancora più forte. Più grande che mai si prospetta il NoLo Fringe Festival, dal 4 al 12 settembre, che allunga le sue frange ai quartieri limitrofi, lasciandosi adottare da associazioni di Adriano, Casoretto, Benedetto Marcello e Cistà (Città Studi – Acquabella).

La voglia di raccontare storie torna nei locali, nei giardini e nei cortili dei quartieri. Fuori e dentro i luoghi a loro destinati, come una passeggiata che non ha né inizio né fine, ma che semplicemente continua. E proprio camminando hanno scelto di presentarsi i nuovi quartieri del Fringe, tutti hanno previsto un modo di raccontarsi, con piccoli gruppi organizzati per avvicinarsi alle anime dei quartieri e i loro tesori di vita.

La grande NoLo (mi viene da chiamarla femminile, come una regina) resta il cuore della festa e, anche se il Fringe mantiene la sua identità di festival aperto e senza tema guida, porta in scena spettacoli dai temi forti, molto vicini alla vita di ciascuno di noi, dolori e gioie che tutti conosciamo a fondo e che il teatro affronta con grande forza e ironia. Come Un’ora di niente di Paolo Faroni da Tranvai o Apocalisse Tascabile di Niccolò Fettarappa Sandri e Lorenzo Guerrieri da ArteMadia. Per non parlare della grande potenza femminile di Giulia Cerruti con Monologo di donna con lievito madre da Rivo1951, di Barbara Moselli in Le donne baciano meglio all’Adriano Community Center e di Elisa Denti con The show da Eastriver.

Ma lo scintillio, il vociare è solo all’inizio. Perché i valori che il Fringe porta sono diffusi, orizzontali e semplici, senza eccessive pretese ma con grande dedizione e divertimento. Come il nuovo debutto della cittadinanza attiva dello Shakespeare di quartiere che, nel parco Trotter, porterà Sogno di una notte di mezza estate o la grande tournée nello spazio di Giacomo Fava e Foma Fomic da Ghe Pensi MI.
Essendo tra i fan di NoLo, mentre ci spostiamo da uno spettacolo l’altro, non possiamo fare a meno della guida dei locali per sfamare e dissetare ogni nostro bisogno. E per continuare a nutrirci di tutte le storie sempre più necessarie.

E per non lasciare queste parole solo suggestioni, vi raccontiamo anche il Fringe Festival di Torino che prende corpo nella sua nona edizione, dal 2 al 12 settembre 2021. La stessa filosofia diffusa con una programmazione modellata sull’identità della città di Torino. (Se siete curiosi potete trovare QUI tutte le info!)