Sónar Reykjavik 2018

Un viaggio nell’estremo nord, tra musica e aurora boreale.

Scritto da Chiara Giannini Guazzugli il 17 maggio 2018
Aggiornato il 18 maggio 2018

Con un po’ di ritardo, ma giusto in tempo per ricordarvi che manca meno di un mese all’edizione spagnola di uno dei più longevi e interessanti festival del mondo, vi raccontiamo cosa ci ha colpito dell’edizione vicino al Polo Nord del Sónar Reykjavik che si è tenuto il 16 e 17 marzo.
Già il fatto di arrivare fino in Islanda non è proprio semplice, ma per chi ama i viaggi e la buona musica questo festival dovrebbe essere un must. Giunto al suo quinto anno, l’edizione islandese del Sónar ha tutte le caratteristiche di un festival da non perdere e vi spieghiamo anche perché.

La line up


Al netto dei sempre validissimi Underworld, Ben Frost, Nadia Rose e Cassy, il nostro plauso va a Kode9 x Kōji Morimoto AV, perché la musica elettronica e il mondo nipponico ci sono sempre piaciuti. Alla crew hip hop Reykjavíkurdætur, tutta al femminile e con un’energia che non si vedeva da tempo su uno stage. Medaglia d’oro indiscussa al live di Bjarki, alfiere della bbbbbb Records, etichetta nata nel 2017 con lo scopo di colmare il vuoto in fatto di musica elettronica in Islanda. Una live performance con visual, performers vestiti in tutine di acrilico che manco in un fetish shop, manichini con televisori al posto della testa e una cassa dritta che farebbe resuscitare anche i morti. Chapeau!

La lontananza


Ok, ci metterete forse un giorno intero ad arrivare, ma una volta geolocalizzati con il vostro Google Maps sarete più che felici di sapere che siete a migliaia di chilometri da tutte le vostre rotture di palle, specialmente sapendo che in quel momento tutti stanno a lavoro tranne voi. E poi se avete fortuna riuscite anche a vedere l’aurora boreale, altro che MDMA!

La location


Non vi aspettate la Fiera di Barcellona. In Islanda vivono 300.000 persone di cui 120.000 a Reykjavik. Riuscirete finalmente a ballare senza sudare e capendo anche chi avete davanti, tutti all’Harpa Concert House.

La location del Sónar Reykjavik
La location del Sónar Reykjavik

Quando si lavora si lavora


Non ci sono storie: gli islandesi sono persone molto serie e dedite al lavoro. Dal lunedì al venerdì, tutti in casa, non si esce e non vedrete volare una mosca per (l’unica) strada. Ma, come per incanto, o forse maleficio, il fine settimana regala spettacolari passeggiate rumorose di orde di bionde completamente ubriache e in cerca di festa in giro per la città.

Non c’è cosa più divina…


Tornando al concetto che in Islanda sono 4 gatti in confronto a tutte le altri capitali europee, il rischio di ubriacarsi e poi di trovarsi a letto con un proprio parente non è così lontano dalla realtà
come si potrebbe pensare. Per questo esiste Islendiga-App, un’applicazione che, una volta scaricata, si utilizza avvicinando due cellulari e se se si è in presenza di un parente emette un suono.

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