Suoni e rumori di AngelicA 2018: il programma

Dal 3 al 27 maggio torna il festival dedicato alla musica internazionale di ricerca

Scritto da Salvatore Papa il 26 aprile 2018

«Ok la libertà, ma che non sia un alibi per fare meno sforzi». E lo sforzo richiesto quest’anno da Massimo Simonini, direttore artistico di AngelicA, sta nel “riconoscere” lì dove c’è il caos e tutto sembra confondersi, tanto nell’attualità quanto nella musica. La ventottesima edizione del festival dedicato alla ricerca sonora prova, quindi, a fare un po’ di ordine, affidandosi come al solito a un nutrito numero di collaborazioni con artisti e musicisti, curatori e istituzioni e partendo dal luogo che negli ultimi anni ha ospitato il suo prezioso lavoro, ovvero il Teatro San Leonardo, con un paio di escursioni tra cui una itinerante nella zona universitaria e un’altra (molto importante) nel Teatro Pavarotti di Modena.

Si apre il 3 maggio con due soli di due chitarristi: John King ed Eric Chenaux. Il primo in una forma chitarristica “aumentata” grazie all’aiuto di elettronica e campionamenti in una sovrapposizione di strati multipli ed echi tribali; il secondo, caposaldo della musica DIY e sperimentale a Toronto negli anni ‘90 e 2000, con i lentissimi pezzi del suo ultimo album Slowly Paradise.

Eric Chenaux
Eric Chenaux

La fertile Norvegia porta poi il 4 maggio la big band Skadedyr, dodici musicisti che nelle loro improvvisazioni turbolente ricordano quel senso di divertimento di band come i Jaga Jazzist.

John King ritorna il 5 maggio, all’interno di un quartetto inedito che eseguirà brani composti da David Behrman, fondatore dei Sonic Arts Union e promotore del “teatro elettronico” tra musica e performance, e Werner Durand, compositore ispirato dal minimalismo storico e da musiche etniche di varie zone del mondo.

Ricordando i 40 anni del Treno di John Cage – mitica sonorizzazione di un treno che partiva da Bologna al quale parteciparono anche Walter Marchetti, Juan Hidalgo, Demetrio Stratos e altri – e i 10 anni del Treno di Alvin Curran che omaggiava quello di Cage, Curran torna a cimentarsi il 12 maggio nell’esplorazione di grandi aree aperte con la sinfonia di strada A Banda Larga eseguita da circa 60 musicisti e il gran solista Antonello Salis durante una processione nella zona universitaria che si chiuderà con un grande live nella Basilica di Santa Maria dei Servi.

Skadedyr
Skadedyr

Anniversario (il venticinquesimo) anche per Setoladimaiale, etichetta indipendente che negli anni ha raccolto il meglio degli outsider della musica italiana e che il 16 maggio festeggia portando sul palco del San Leonardo il gruppo di suoi musicisti Setoladimaiale Unit, ed Evan Parker, sassofonista già affianco a Robert Wyatt e John Zorn.

Altro grande compositore da non perdere è Gavin Bryars (collaboratore di Tom Waits, Brian Eno e Bill Frisell, per dirne alcuni) che presenterà il 19 maggio alcune sue composizioni per chitarra elettrica accompagnato da un ensamble tutto italiano.

Come già detto, i bolognesi dovranno prendere un treno per Modena se vorranno assistere alle Forgotten Songs di Mike Patton dei Faith No More, per la prima volta in duo con un pianista e non uno qualunque, ma Uri Caine, in “una sorta di atmosfera da piano bar andato storto” – parole di Patton. Il 25 e 26 maggio al Teatro Pavarotti.

Mike Patton
Mike Patton

Non mancherà anche quest’anno la collaborazione con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna (il 24 maggio), il saggio del Piccolo Coro Angelico (il 26 maggio) e l’omaggio a un compositore ritrovato (Giorgio Nottoli con la curatela di Nicola Sani il 9 maggio).

Si chiude, infine, con il sassofono di Anthony Braxton, in coppia inedita con un’arpa, quella di Jacqueline Kerrod, il 27 maggio. L'”idea che accende un’altra idea” e così via, nello stile di AngelicA.

QUI IL PROGRAMMA COMPLETO