Tra umano e troppo umano: il programma di perAspera 2019

Foto di Lara Russo

Scritto da La Redazione il 27 agosto 2019

La dodicesima edizione del festival multidisciplinare perAspera torna a vagare tra Bologna e provincia toccando spazi storici, urbani e dismessi che diventano teatro e fonte di ispirazione per i progetti degli 11 artisti nazionali e internazionali invitati.

L’evento curato dall’associazione alberTStanley esplora quest’anno il tema dell’umanità, incrociando comunità, esperienze di realtà aumentata, viaggi sensoriali e tradizioni. Umano. Troppo Umano si apre il 5 settembre alle ore 19 presso Adiacenze, con l’anteprima nazionale The Third Day di CiRCA69 (UK), un’installazione interattiva attraverso la quale il visitatore può co-costruire con gli artisti una storia in tempo reale. Altra esperienza immersiva è quella di a Unique and Spectacular Moment (dal 13 al 15 settembre alle Serre dei Giardini Margherita di Bologna, in collaborazione con il Festival Resilienze) di BrightBlack (UK), ovvero l’artista transmediale Simon Wilkinson e Myra Appannah, nella quale due sconosciuti alla volta ricevono un walkie talkie, delle istruzioni e un obiettivo: andare tra le persone, creare un momento speciale e documentarlo.

Completamente al buio si svolge Darkness Session (expanded) dei percussionisti Francesco Cigana e Marcello Batelli nell’Oratorio San Filippo Neri l’11 settembre alle ore 20.30, mentre uno spettatore alla volta potrà diventare protagonista del lavoro coreografico del giovane Lorenzo De Simone che con Variazione #1: S. Velato mette in relazione un danzatore e un volontario nella Sala delle Mappe di Palazzo Rossi Poggi Marsili (Bologna) il 9 settembre (tre sessioni alle ore 19, alle ore 20 e alle ore 21 su prenotazione a info@perasperafestival.org).

La relazione tra artista e comunità è al centro dell’opera site specific dell’artista svedese Ida Bentinger che con le donne di Monte San Pietro ha creato l’opera di land art Intreccio, installata dal 6 settembre alle ore 19 in Piazza Case Bonazzi, intessuta a tante mani tramite le varie tecniche del filato e ispirata alla tradizione di macramè e tombolo del territorio (visitabile fino al 30 settembre).

La danzatrice Anna Marocco e il musicista Renato Greco portano invece in scena il 12 settembre alle ore 20.30 la Casa della Cultura Italo Calvino di Calderara di Reno, TOTEM, un’esperienza ipnotica a transpersonale in cui il copro cambia continuamente di stato.

A chiudere il festival, il 16 settembre alle ore 20.30 al Cassero, la poetessa e musicista elettronica S.ee (Serena Di Biase), insieme alla videomaker Jody Ellen (Elena Mortarelli), con l’audio-video performance Do humans dream of electric lions? seguita dal dj set di NEU Radio.

Tutto il resto del programma lo trovate qui.