Viaggi digitali, mondi queer e altre amenità

Alma Zevi in doppietta con due mostre, l'arte è più forte della pandemia: The portrait in focus celebra la fotografia dagli anni 90 ai giorni nostri, mentre Simone Carraro espone le sue visioni arcaiche dei mondi lagunari.

Scritto da Rocco Belosi il 28 gennaio 2021

Courtesy: the artist & Copperfield, London

Foto di Alberta-Whittle

Barlumi di luce, nella vita artistica e culturale della città: da raccontare, promuovere e approfondire. Proprio oggi, giovedì 28 gennaio, la galleria d’arte Alma Zevi inaugura due nuove esposizioni. Nella sede di salizzada San Samuele è allestita “The portrait in focus”, fino al 12 marzo: una rassegna di fotografie che va dai primi anni novanta, con Nan Goldin, fino ai recenti collage fotografici digitali di Alberta Whittle, un focus specifico sul genere del ritratto, che permette di far nascere riflessioni profonde ed intime sui soggetti rappresentati, indagando diversi tipi di realtà con le loro dinamiche sociali, problemi identitari e complessità interne. Le altre fotografe e fotografi presenti sono: Larry Achiampong, Alain Baczynsky, Teresa Červeňová, Hassan Hajjaj, Tom Lovelace, Jean Pigozzi, Dayanita Singh e Wolfgang Tillmans.

Radica corta, albero brullo” è invece la prima personale del giovane artista Simone Carraro, allestita nella sede di Salizzada Malipiero, sempre fino al 12 marzo. Simone Carraro, nato nel 1995 e diplomato in pittura, nel 2018, all’Accademia di Belle Arti di Venezia, ha proposto in questa esposizione lavori con tecniche diverse, legati alle problematiche dei differenti ecosistemi, come la stessa laguna veneta. Un’opera presente in galleria è Geografia allegorica (2021): un dipinto su tessuto grezzo, che funge da mappa simbolica della laguna di Venezia e delle sue isole. L’artista si lega al folklore popolare, tramandato oralmente, ponendo il sapere e la memoria condivisa tra le generazioni alla base del suo fare artistico.

©Nan Goldin. Courtesy Alma Zevi