Lilia Haralampieva

Continua Orizzonti, la mappatura delle persone e dei progetti intenzionati a cambiare Milano di Zero e Meet the Media Guru

Scritto da Lorenza Delucchi il 20 maggio 2016
Aggiornato il 23 gennaio 2017

Arte Pubblica 3.0. Ingredienti: prendi una piazza di Milano, uno smartphone, due chili di realtà aumentata, creatività a piacere. È la ricetta di Bepart, una start up che fa “mash-up culturale e mediatico”. Le parole sono di Lilia Haralampieva, una dei soci fondatori. Semplificando, mescolano arte e tecnologia per trasformare la città, plasmarla, stravolgerla, cambiarla ma senza farle male. Tutto a partire dal digitale.

Zero – Dimmi che cosa fate, usando meno parole possibili. 
Lilia Haralampieva – Bepart – the Public Imagination Movement fa arte pubblica 3.0. È un progetto per riempire le città di contenuti creativi, arte, design, video, suoni e parole attraverso la realtà aumentata.

Realtà aumentata negli spazi pubblici
Realtà aumentata negli spazi pubblici

Che poi sarebbe?
Per quei mille che ancora non lo sanno, è la tecnologia che permette l’inserimento di contenuti digitali negli ambienti reali.

Grazie per la spiegazione. Torniamo a Bepart…
Attraverso l’app Bepart, disponibile gratis per Android e iOS, inquadri un punto della città e vedi comparire le installazioni create da altri che puoi fotografare e condividere. C’è anche una mappa della città, con i lavori già realizzati. Recandoti nei luoghi indicati per ogni opera e inquadrando il punto segnalato, vedrai comparire un’opera site-specific in realtà aumentata.

Puoi vedere le installazioni create da altri, fotografarle e condividerle
Puoi vedere le installazioni create da altri, fotografarle e condividerle

E poi?
Bepart raccoglie quanti più progetti possibili e li installa direttamente negli spazi urbani per cui sono stati pensati. Nasce così una seconda città, un livello in-visibile, che raccoglie contenuti creativi digitali fruibili da tutti offline.

Sulla Home del vostro sito c’è un banner che dice: “Welcome to the urban revoLOVEution”. Spiegami cosa c’entrano la rivoluzione e l’amore con Bepart?
L’idea nasce da una visione: un giorno, tutte le città, saranno opere d’arte sia fisiche sia digitali, in continua evoluzione collettiva. Bepart vuole riqualificare gli spazi pubblici attraverso una progettazione che veda coinvolti i cittadini. L’arte pubblica e il design urbano erano il linguaggio che volevamo utilizzare perché rappresentano valori comuni e stimolano un’interazione costruttiva tra luoghi, persone e contenuti. Ma tra permessi, limiti di budget e tempo di permanenza delle opere, sarebbe diventato un progetto elitario dedicato ai soliti tre artisti. Così è nato il progetto digitale aperto a tutti.

E l’amore?
Urban RELOVEUTION unisce l’amore per gli spazi urbani e la volontà di sentirli propri riappropriandosi di un’orizzontalità e condivisione nello scegliere cosa si vuole e cosa no. Perché aspettare sempre con ansia quell’unica settimana del mobile per girare e vedere cose?

Con Bepart basta puntare il target affinché lo spazio in realtà aumentata prendi vita
Con Bepart basta puntare il target affinché lo spazio in realtà aumentata prendi vita

È corretto dire che il vostro è un social media?
È corretto dire che il nostro sarà il primo social media di realtà aumentata negli spazi urbani. La progettazione è in corso ma ad oggi, chiunque voglia installare il proprio contenuto deve contattarci e passare attraverso il lavoro del team. Stiamo automatizzando i processi in modo che, tra non molto, tutti potranno registrarsi, caricare il proprio contenuto e renderlo visibile tramite l’app. Purtroppo non siamo nella Sylicon Valley, ma nella Padan Valley e trovare l’investimento forte e illuminato che ti permetta di creare qualcosa su ampia scala è ancora complesso.

Chi sono la mamma e i due papà di Bepart?
Siamo una bella famiglia arcobaleno! Noi soci fondatori siamo tre amici dal background completamente diverso che hanno deciso di creare un progetto che avesse un impatto sociale e innovativo. E ovviamente divertirsi con cose al limite della realtà.

I tre soci fondatori di Bepart
I tre soci fondatori di Bepart

Carta d’identità…
Lilia Haralampieva, che poi sarei io, viene dal mondo dell’entertainment come direttore creativo per spettacoli, cerimonie d’apertura ed eventi. Giovanni Franchina dal mondo dell’arte contemporanea, specialmente sul lato produzione e percorsi espositivi, mentre Joris Jaccarino è un videomaker con un background nella sociologia visiva. Oltre a noi tre, c’è poi “l’avvenieristico” Jacopo Jaccarino che segue tutto lo sviluppo tecnologico del prodotto.

Spiegami perché la realtà aumentata è una figata pazzesca.
Dovreste vedere il wow-effect sulla faccia delle persone che la provano! La realtà aumentata esiste da 20 anni ed è stata inventata per scopi militari in Israele. Ricordi la crocetta sullo schermo dei caccia che permette di allinearsi col bersaglio e colpirlo? Ecco, quella è la prima forma di realtà aumentata. Poi l’hanno usata spot per fare marketing, infografica e applicazioni industriali, ma solo ora si inizia a capirne il potenziale espressivo e di comunicazione. Secondo noi, è una forma di LSD innocua perché ti permette di immaginare e vedere cose che non esistono come se fossero vere. E dato che passiamo il nostro tempo col naso dietro al cellulare, dare contenuti entusiasmanti da visualizzare mentre cammini ci sembra una vera figata. Invece di chattare su Whatsapp, immaginati di poter scrivere una frase che viene collegata alla tua posizione GPS e rimane “in aria” cosicché tutti la possano leggere e ci possano interagire. Ecco, questo è il nostro prossimo step.

Visto che lavorate con e dentro la città, conoscerete Milano benissimo. Dimmi tre posti che ti/vi piacciono perché fotografano la Milano che cambia (no, piazza Gae Aulenti no, please). 
Mah, sicuramente Piazza 24 maggio, diventata così social, è uno di questi. Poi si potrebbero citare il parchetto di via Morosini con la riqualificazione delle case popolari da parte dello street artist Millo e tutti i posti dove, finalmente, si iniziano a vedere panchine per strada per chi vuole vivere la città, passando un po’ di tempo fuori.

La street art di Millo in via Morosini
La street art di Millo in via Morosini

Chiudi gli occhi e sogna (in grande). Qual è il miglior palcoscenico milanese per realizzare il vostro public immagination movement? 
Il miglior “movente”, diremmo piuttosto, sarebbe un bel contest di riqualificazione urbana in realtà aumentata, con la promessa da parte delle pubbliche amministrazioni di realizzare i progetti migliori come regalo alla città.

Quando finite di creare mondi urbani in AR, dove andate a ubriacarvi?
Cascina Sant’Ambrogio, dove, contro ogni tendenza milanese, ci siamo fatti l’ufficio. Per noi è il posto migliore dove farsi una birra in mezzo a qualche tavolata nei prati o qualche serata di jazz. Per il resto, siamo troppo diversi per dare una risposta unica. Sembriamo un mostro a tre teste che trova il suo corpo unico nel Bepart. Ma mi fai dire una cosa?

Vai!
Siete tutti invitati a vedere l’installazione segreta fatta insieme alla Nevercrew allo Street Music Art che aprirà il 9 giugno al Forum di Assago. Join us and install your content a info@bepart.net.