Gambo

Dalle maratone edoniste del Sax ai suoni esoterici del Cimitero di San Pietro in Vincoli vi presentiamo Gambo: uno preso bene che fa tanto rumore

Scritto da Pietro Martinetti il 2 agosto 2016
Aggiornato il 20 febbraio 2017

Nel 1792, una principessa russa, moglie dell’ambasciatore, arrivò per abitare alla corte di Torino. La giovane amava divertirsi, la moda e passeggiare sulle sponde del Po. A causa di una salute cagionevole, l’aria insalubre del fiume la uccise. Distrutto dal dolore, per ricordarla, l’ambasciatore fece commissionare una statua in purissimo marmo che la rappresentasse. L’opera che raffigura una donna completamente velata, era conservata presso uno dei luoghi più misteriosi della città, il Cimitero di San Pietro in Vincoli, mentre oggi la trovare alla GAM. Il cimitero che sorge nella Torino dei Santi, tra la Piccola Casa della Provvidenza più nota come Cottolengo e il Baloon, la città multietnica di oggi, fu costruito in seguito all’epidemia di peste del 1776. Dopo la collocazione della velata nel cimitero, molti riferirono di aver visto una bellissima donna girarsi sconsolata tra le tombe in cerca del suo amore e ancora oggi, nonostante il trasferimento alla GAM pare si aggiri da quelle parti. Da tre edizioni, il camposanto ospita il Varvara, festival che indaga una nuova spiritualità dell’elettronica, dalla techno radicale a influenze metal, quasi esoteriche. Gambo, che per la Torino elettronica è un sacerdote, è curatore di questo festival sperimentale che a fine agosto diventa la notte del TODays, il suo lato oscuro. Il Varvara numero T. R. E. è un tremore radicale elettrificato. In un luogo di fantasmi, la musica è una terapia per non avere paura? Ne abbiamo discusso con Gambo.

Chi sei? Cosa fai? Perché sei qui?
Non ho ancora ben capito chi sono. Ho appena rasato i capelli che volevo fare crescere come George Harrison e mi sono fatto la cresta. Sicuramente un uomo, un papà e uno a cui piace divertirsi e mettersi in gioco. In questo momento, come tutti i giorni, sono al computer: organizzo e spammo eventi, scrivo frasi stupide e posto foto imbarazzanti alla ricerca di like, ascolto la musica, tutta, scrivo di musica, mi sono laureato in musica e nuovi media. Da grande mi piacerebbe fare il dj. Sono qui perché avete deciso di dare voce al festival che curo e ve ne sono molto grato… vediamo quali saranno le prossime domande!

Varvara, il festival che curi, è definito un tremore radicale elettrificato. Per fare musica è più necessaria l’emozione o l’applicazione?
Sì, Tremore Radicale Elettrificato sono le parole che descrivono l’acronimo “TRE”, il festival è arrivato alla terza edizione e, siccome Giovanni Lindo Ferretti aveva già usato la frase “tabula rasa elettrificata” per il suo terzo disco con i CSI, ho dovuto inventarmi qualcosa che soddisfacesse
onomatopeicamente il concept del festival. La musica? L’importante è farla, bene, con il cuore o con il cazzo, l’emozione prima di tutto, tecnicamente possiamo essere dei virtuosi, ma senza le vibrazioni siamo solo una tastiera midi muta.

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Il Cimitero di San Pietro in Vincoli è la venue principale del Varvara: che relazione c’è tra la Torino magica – dei santi – e la Torino della musica?
Purtroppo a Torino siamo pieni di santoni che si vendono bene ma che non sanno prodigarsi in alcun tipo di magia o tanto meno nella musica! Ma per fortuna ci sono pochi illuminati che ho avuto l’occasione di conoscere e ospitare nei miei passati eventi e altri che ospiterò nel prossimo futuro, gente strana, alcuni sono tatuati e alcuni con i capelloni, suonano a testa bassa e hanno un basso profilo… e spesso, mentre suonano, non si accorgono che riescono a portare il pubblico in altri luoghi, a donare emozioni, a condividere un’energia… quella è la vera magia.

Il Cimitero di San Pietro in Vincoli durante il Varvara
Il Cimitero di San Pietro in Vincoli durante il Varvara
Direttore artistico del Doctor Sax, The Plug, Savana Potente, Magazzino sul Po, fondatore di Old e Young, adesso Varvara:  sei un protagonista della storia della Torino elettronica. Che ruolo ha avuto la scena notturna del sottosuolo torinese nella storia della notte italiana?
Aggiungerei un paio di progetti cui tengo molto come “Land Of Dance” (label arrivata alla nona release pronta a sfornare la decima con un album di nomi fortissimi della scena elettronica mondiale, ovviamente underground) “Il Silenzio Del Rumore” (la label legata a Varvara dove stampiamo gli artisti che si sono esibiti durante il festival) e come dimenticare i Rave, ovvero la scintilla che ha dato il via a quello che oggi propongo sia musicalmente che artisticamente.

Riguardo a Torino… si, diciamo che volente o no, mi sono ritrovato ad essere uno degli “old” della città. Ho sempre cercato di fare quello che mi piaceva, suonando di tutto e portando artisti di generi e mondi diversi, spaziando da Vatican Shadow a Phil Weeks, per non parlare dei concerti…. 

Gambo al Sax 7 anni fa
Gambo al Sax 7 anni fa
Torino è stata un punto di riferimento per l’Italia e forse ancora lo è. Ricordo quando gestivo il Doctor Sax, avevamo gente che arrivava da tutto il Nord Italia per ballare con noi fino alle 2 di pomeriggio; c’è sempre stata una sorta di anarchia che ha fatto si che a Torino le cose succedessero. Ma purtroppo siamo Torinesi e siamo talmente gelosi delle nostre cose che non riusciamo a condividerle, forse è anche per questo che non si è mai creato un vero e proprio “movimento torinese”. Eppure abbiamo avuto (e tutt’ora abbiamo) artisti che spaccano in diversi generi: da Yaya ai Subsonica, dai Nerorgasmo ai Larsen, dagli Africa Unite a Victor Kwality. Ed in mezzo abbiamo i Movie Star Junkies, i Niagara, i Foxhound, Paolo Spaccamonti, Boston 168, Stump Valley e anche Lollino, sicuramente mi sono dimenticato altri importantissimi nomi… abbiamo un sacco di “produzione torinese”, solo che non ci mettiamo il marchio!

Per dieci anni, i Murazzi (e Torino) sono stati una grande passeggiata della libertà. A che punto è la notte?
Ultimamente la mia notte dura “fino a mezzanotte” che è anche il nome della rassegna dei live che propongo da due anni al Magazzino sul Po ai Murazzi… una sorta di messaggio che parla chiaro: i live dureranno fino a mezzanotte, dopo tale ora siamo costretti ad abbassare la musica e attaccare il limiter per far dormire sonni tranquilli ai vicini… questa è la notte di Torino… con i microfoni che registrano in diretta le tue emissioni sonore per condividerle pure con l’esercito. Dobbiamo vivere nell’illegalità per riprenderci le prime ore del mattino, quelle piccole, sperare che nessuno ti multi per il rumore, sperare che nessuno ti faccia la multa perché stai servendo alcolici dopo le tre, sperare che nessuno ti rompa le palle mentre hai gli occhi chiusi e le mani al cielo. Oggi sento il bisogno di tornare negli spazi liberi forse molto più rispetto a quando avevo 16 anni, lasciateci soli, lasciateci ballare e fare festa!

Sei un grande sperimentatore e un dj multidisciplinare: funk, big beat, classic pop, jazz, techno radicale, house paradiso. le declinazioni più scure di oggi sono il segno di una maturità sonora ?

 
Sì amo la musica e la colleziono, amo il vinile, amo ascoltare generi sempre diversi, in questo periodo sto ascoltando tanto Kraut e Jazz Manouche. Maturità? mmm no, il concept di Varvara è legato alla ricerca sonora abbinata al “sound-design”, ho voluto seguire una linea ben precisa si da quando è nato il progetto all’interno del cimitero di San Pietro in Vincoli. Sicuramente (per quanto scontato) meglio far suonare Samuel Kerridge, Vatican Shadow, Ancient Methods e Cut Hands che Dj Harvey…

Quanti dischi possiedi? Dove li hai comprati e dove li compri oggi? Il ritorno al vinile è moda o resistenza? 
I vinili non sono mai morti, chi crede nella musica non ha mai smesso di comprarli. Ne ho pochi rispetto ad un vero collezionista, circa settemila. Posso fare di meglio, gli ultimi dischi che ho comprato sono l’ultimo album degli Ulver, Bitches Brew di Miles Davis e il primo album dei Black
Sabbath. 

Una parte della collezione di dischi di Gambo
Una parte della collezione di dischi di Gambo
Ho un pusher di fiducia a cui sono fedele sin dal primo disco comprato nel ’99, si chiama Claudio ed il fondatore di Ultrasuoni Records. Un punto di riferimento per tutti i dj e appassionati di musica tra la fine degli anni ’90 e il primo decennio dei 2000, grazie a lui ho conosciuto gli Earth e gli Spiral Tribe, i Ramleh e Luciano Cilio. In questo ultimo periodo un altro caro amico ha aperto un nuovo negozio di dischi, si chiama Gravity Records e si è subito ritagliato una grande fetta di mercato tra amici, showcase ospitati in negozio e birrette il sabato pomeriggio. Citerei ancora Les Hyper Sound per gli amanti del genere “alternative” e “indie”… (ahahaha esistono ancora questi termini?) e ancora Pagan Moon, selezione musicale per i riti più oscuri.

Ieri dj e produttore, oggi anche curatore di un festival. È più appagante una programmazione riuscita o fare sudare una folla?
Assolutamente far ballare e sudare, oppure ballare in mezzo al pubblico ascoltando un dj che hai chiamato tu (o ascoltare un bel live, magari seduto).

folla varvara
ToDays è il festival di cui Varvara è appendice in questa edizione. Come si integrano le due programmazioni?
Sono molto amico di Gianluca Gozzi, lui è uno dei personaggi chiave della nostra città da quasi 20 anni, già l’anno scorso abbiamo avuto modo di collaborare insieme alla prima edizione di Todays (Varvara presentava “dal basso” con i live dei Portico e Lory D). Quest’anno abbiamo pensato di unire le forze ma lasciando inalterate le personalità dei due festival. Ci è stato richiesto di occuparci degli after show di John Carpenter e dei Soulwax… Quindi Regis e Veronica Vasicka dopo il maestro dell’horror e The Hacker e Ivan Smagghe dopo gli elettricismi dei Soulwax, è importante
seguire una linea!

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Che differenza c’è  tra il divertimento per svago e il divertimento culturale?
Sono uguali, l’importante è godere, da una parte c’è la frivolezza, dall’altra parte la ricerca. Personalmente amo essere frivolo in situazioni culturali!

Dove abiti a Torino? Con chi abiti (cani, gatti, altri animali domestici, compagna…)?
Nato, cresciuto e attualmente residente tra le fabbriche della FIAT a Mirafiori Sud, quella degli anni 80, tra l’eroina e la “tedesca” con gli amici. Animali non accettati, ho già mia figlia e la mia ragazza!

È la curiosità che manca ai ragazzi delle periferie o l’establishment della cultura (e del divertimento) è poco inclusivo? 
In periferia si ascolta la musica con il cellulare seduti su di una panchina, si fuma a 12 anni e ti vesti in tuta tutti i giorni, non arriva nulla. Io sono stato molto fortunato, grazie a qualche amico e compagno di classe ho conosciuto l’hip hop e il reggae, mi hanno salvato dalla noia e dai capelli con il doppio taglio.

Dove si mangia bene a Torino?
Sono un fottuto vegetariano… la pizza buona è sicuramente quella del Sarchiapone in zona San Salvario, ricordo tante buonissime ostriche e champagne al Grassi (ora chiuso) e anche un pesantissimo kebab di Horas sempre a San Salvario. Il Pollastrini per la cucina piemontese, fa figo e non impegna. Odio i ristoranti minimal chic!

Nel tempo libero dalla musica cosa ti rilassa? Dove ti diverti?
Mi rilasso con il vaporizzatore mentre guardo le televendite in tv, niente di meglio per spegnere il cervello.

"Come mi rilasso..."
“Come mi rilasso…”
La tua geografia fuori dalle mura: quali sono i tuoi luoghi altri?
Il bar dove tutte le mattine faccio colazione, la montagna (però con pochi insetti), il mare (ma non deve fare troppo caldo e non si deve essere tutti ammassati), le Langhe.

Tre momenti nella tua vita di dj che non dimenticherai mai.
Ho avuto la fortuna di suonare in quasi tutta Europa: Space di Ibiza, City Hall di Barcellona, Weekend di Berlino, Corsica Studios di Londra, date bellissime in posti molto famosi, ma devo dire che non mi hanno lasciato troppo, diciamo che sono state una grossa X da segnare nella mia “carriera da dj”. Le situazioni che mi sono rimaste impresse sono quelle di quando vivi una sensazione di empatia totale con il pubblico, quando senti che hai lo stesso ritmo cardiaco della gente che sta ballando la tua musica. Posso citare la “Casetta”, un free party che si tiene ogni 25 Aprile sulle colline torinesi, il “Grand Rodeo” ovvero la mia festa di compleanno che in sedici anni da una grigliata organizzata con un generatore, due casse ed una damigiana di vino si è trasformata in un mega festone con 3000 persone. E ancora le feste in Cavallerizza Occupata… mi sono appena accorto che sono tutti free party, senza ticket, forse questo è l’animo da freakkettone che non è scomparso, no music business solo presa bene e fare tanto rumore! 

Tre momenti di varvara festival memorabili.
Primo su tutti il live di Cindytalk, è stato uno degli show più intensi e toccanti della mia vita. Poi Vatican Shadow, sentire i suoi deliri e conoscerlo di persona è stato stupendo e molto divertente.
Per ultimo i live de “La Piramide di Sangue” e dei “Last Minute To Jaffna”, fare “sold out” con due
band torinesi riempie il cuore.

 
Chi è il tuo eroe?
Ob_Mag, dj proveniente dal Gambia: spacca!