Simone Lunghi

L'uomo che circumnaviga i Navigli (e non solo)

quartiere Navigli

Scritto da Martina Di Iorio il 2 novembre 2020

Simone è un personaggio difficile da descrivere se non lo si conosce di persona. Ci dicono addirittura che aveva fatto voto di girare per Milano in maniche corte, d’inverno. Il suo elemento naturale è l’acqua, che conosce già all’età di cinque anni, e che non abbandona più. Lo trovate al Circolo dei canottieri di San Cristoforo, sui Navigli, la sua casa elettiva. Si muove sulla sua imbarcazione, fa didattica, ripulisce le acque dei Navigli, rema, si rende protagonista di imprese epiche, come la circumnavigazione dei canali che circondano Milano. 400 km in modalità totalmente green, percorsi su un’imbarcazione creata da lui, un ibrido tra un paddle e una bici da corsa. A gennaio invece lo potete osservare mentre si getta in acqua, per la rievocazione storica del Cimento Invernale, la più antica tradizione sportiva meneghina iniziata nel lontano 1895. In questa intervista gli abbiamo chiesto un po’ di più sulla sua attività, il suo amore per i Navigli e, ovviamente, per gli sport d’acqua.

 

Simone e l’acqua: come nasce questo amore? Puoi presentarti?

Il mio primo ricordo è una domenica mattina in cui mio padre stava portando in piscina per imparare a fare la respirazione laterale. Credo avessi circa cinque anni. Provengo da una famiglia di nuotatori, ho fatto prima nuoto agonistico e poi pallanuoto. Sono stato prima istruttore di nuoto e poi allenatore di pallanuoto e formatore di Acquafitness.

La tua prima casa è il Circolo dei Canottieri di San Cristoforo. Cosa fai per loro e chi sono i canottieri di San Cristoforo?

Scherzando con Sergio, il presidente della San Cristoforo, quando mi chiedeva come mai lui dovesse pagarmi risposi che facevo il cubista della Sancri: anziché attirare gli sguardi dei ragazzi in discoteca cerco di attirare gli sguardi di giornali e tv.
Ci siamo occupati di ambiente organizzando decide di Cleaning Day sui Navigli coinvolgendo volontari. Abbiamo estratto oltre 600 biciclette dalle acqua, decine di carrelli della spesa, monopattini elettrici e ruoto di camion e automobili.
Abbiamo recuperato alcune tradizioni come il Cimento Invernale, il tuffo durante i giorni della Merla, a gennaio, nelle acqua del Naviglio Grande propri di fronte alla chiesa di San Cristoforo riproponendo nella versione classica il bagno a mezzogiorno e nella versione estrema il bagno a mezzanotte!
Son decine ormai i concerti galeggianti e itineranti che abbiamo organizzato coinvolgendo anche artisti di altri paesi. Come si capisce l’atmosfera che si respira in San Cristoforo è quella di un club sportivo intriso di amicizia, goliardia e una gran voglia di fare cose assieme.

C'è un campanilismo (buono) tra i diversi circoli?

Gli altri due circoli (Canottieri Milano e Canottieri Olona) fanno un po’ a gara su chi sia più antico. A noi questo non interessa: siamo i gli ultimi arrivati e andiamo fieri della nostra “gioventù”. A differenza loro non abbiamo sale da bridge o campi da tennis. Ci siamo specializzati solo negli sport acquatici e siamo gli unici ad offrire ogni modo di scivolare sull’acqua allenandosi: canottaggio, canoa, kayak, dragon boat, voga veneta e stand up paddle (il surf con la pagaia).

Vivi sui Navigli? Cosa rappresenta per te questo quartiere?

Solo da pochi mesi dormo sui Navigli, prima mi limitavo a lavorare e passarci il tempo libero. Per me i Navigli rappresentano l’anima di Milano. La darsena è tornato ad essere l’ombelico di Milano proprio come lo è stata per sei secoli, quando il Naviglio Grande, come un cordone ombelicale, portava il nutrimento per Milano da tutto il mondo. Il Naviglio è nato ben prima del Duomo o dell’arrivo di Leonardo. Possiamo dire che tutta la ricchezza di Milano è passata sui Navigli fino ad aver dovuto istituire una polizia fluviale per difendere le imbarcazioni dai “pirati dei Navigli””.

I navigli sono spesso associati al termine – improprio – “movida”. Cosa sono per te i Navigli?

Sono una scommessa vincente di Milano. La Darsena, ricordo, sarebbe un parcheggio al giorno d’oggi. E invece è un cuore pulsante dove la natura si incontra con un’urbanizzazione estrema. Non mi dispiace che ci sia la movida, anzi: è pieno di ragazzi e ragazze bellissime ed è un vero piacere allenarsi in un simile contesto. Peccato però che i giusti controlli non ci siano più dopo una certa ora, troppo spesso, e la zona viva in preda a bande di scalmanati maleducati.

Navigli e sport: la tua giornata sull’acqua.

Seguo le pagine social della Canottieri San Cristoforo, degli Angeli dei Navigli e della Spiaggetta San Cristoforo (al lago Santa Maria tra Assago e Buccinasco). Mi muovo in pattini per seguire i miei allievi di canoa o di canottaggio e al mattino porto fuori i ragazzi delle scuole alla scoperta dei Navigli e della loro storia, con i nostri Dragon Boat (enormi canoe a venti posti). Che sport si possono praticare? Praticamente l’unico sport che faccio raramente, di quelli proposti dalla San Cristoforo, è la Voga Veneta del mio amico Umberto. Di solito quella la faccio nel fine settimana quando vado a rilassarmi alla spiaggetta San Cristoforo.

Sappiamo che sei stato protagonista di un’impresa particolare: la circumnavigazione dei Navigli. Ce la racconti?

Quando alla scuola elementare la maestra disse la parola periplo chiesi cosa significasse. Alla risposta circumnavigazione intuii di cosa potesse trattarsi e rimasi affascinato dall’idea di essere il primo a circumnavigare qualcosa. Ma ormai tutte le isole del mondo sono state circumnavigati da qualcuno. Mi sono immaginato Milano come se fosse un’isola circondata dai Navigli e dal Canale Villoresi.
Sono riuscito a vivere un’avventura inedita, mai tentata prima da nessuno, in una settimana. Per poterla fare mi sono inventato un mezzo inedito: un connubio tra una tavola da stand up paddle gonfiabile e una bici pieghevole, una Brompton. Ho percorso oltre 400 chilometri tra colpi di pagaia e di pedale su un anello di bellezza che circonda Milano vivendo in modalità totalmente “green”. Nessuno goccia di benzina per spostarmi e dormendo nella mia piccola tenda, da buon Milanese una mitica “Bertoni”.

Tre curiosità sui Navigli che non tutti conoscono.

Il Naviglio Grande all’inizio era tutt’altro che grande: era un semplice fossato che separava il territorio di Milano da quello di Pavia, per motivi bellici. Poi quel fosso prese il tracciato attuale del Naviglio Grande ma rimase un semplice canale agricolo che portava acqua verso i campi della periferia sud ovest della città.
Le chiuse, inventate per connettere il Naviglio Grande con la Cerchia dei Navigli quando si decise di costruire il Duomo non furono inventate da Leonardo da Vinci ma da due architetti della Fabbrica del Duomo: Filippo degli Organi e, soprattutto, Aristotele Fioravanti.
Nel quartiere San Gottardo sorsero dei magazzini per i formaggi, le “casere” che arrivavano lungo il Naviglio Pavese. Le merci che arrivavano alla darsena avrebbero dovuto pagare i dazi e quel quartiere divenne “strategico” per attività di contrabbando…