Burgez

Zero qui: Digerisce il fast food

Contatti

Burgez Via Savona, 15
Milano

Orari

  • lunedi 12–15 , 18–23
  • martedi 12–15 , 18–23
  • mercoledi 12–15 , 18–23
  • giovedi 12–15 , 18–23
  • venerdi 12–15 , 18–00
  • sabato 12–15 , 18–00
  • domenica 12–15 , 18–23

Si prega di verificare sempre
l'attendibilità delle informazioni fornite.

Prezzo

Scritto da Simone Muzza il 15 gennaio 2016
Aggiornato il 12 marzo 2018

Con tutte le hamburgerie che hanno aperto a Milano negli ultimi anni, il solo pensiero di provarne una nuova mi fa venire voglia di andarmi ad ammazzare di Negroni, previo un panino con la pancetta e taleggio che fa da funda. Anche perché, lo dico subito per evitare fraintendimenti, Zero non è della scuola dell’hamburger gourmet: prendeteci pure per il culo, ma per noi l’hamburger perfetto è molto più vicino a quello di McD’s (peccato per la qualità della carne, si potrebbe fare molto di più con poco) che non a uno preparato con la carne di Chianina, servito al sangue su un pane inadatto. Ci piace la bistecca, di Chianina, l’hamburger non ha senso. Per esempio a Milano ci piace quello del KD. Poi son gusti, eh.

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Per questo motivo, dopo aver ignorato migliaia di nuove aperture, ci siamo fondati curiosi al nuovo Burgez: che appunto ama definirsi «un fast food di fascia alta, e non un hamburgeria». Quindi un McD’s più piccolo e alla prima apertura, dunque più curato nella scelta degli ingredienti, o meglio un Shake Shack all’italiana dice la mia amica Stefania che viaggia più di me ed è appena tornata da New York City.

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Burgez è in effetti molto piccolo, forse anche troppo, ci sono una vetrina e un solo tavolo comune, oltre a due banconi contro le mura dove “accomodarsi” sugli sgabelli. Si ordina alla cassa e al momento si può scegliere tra hamburgez, cheeseburgez, smoke burgez, big burgez, grilled cheese: i prezzi vanno da un minimo di 4,50 € per un singolo hamburger a 10,90 per un double big burger menu, con patatine e bibita, acqua o birra. C’è anche un pane e cheddar a 2,50 per i fratelli vegetariani. Quindi molto onesto direi, pochissimi € in più di McD’s: con la sostanziale differenza che Burgez è superiore in tutto. A cominciare dalle materie prime, in primo piano sul sito di Burgez: carne bavarese (l’hamburger nasce in Germania, ricordate?) che ha visto anche il pascolo, salse fatte in casa, verdure fresche, pane fresco realizzato con farina di patate, persino acqua “di lusso” (invece non so dirvi delle bibite della grande multinazionale americana, servite nei tipici bicchieri da fast food).

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Ho ordinato un double Big Burgez con cheddar, lattuga, pomodoro, cipolla, cetriolini, bacon e BurgerSouce, apprezzando molto la cottura della carne, “fritta” (mi spiega Simone, il proprietario con Martina di Burgez: «tecnicamente bisognerebbe dire caramellata: è la reazione di Maillard, gli amminoacidi delle proteine reagiscono agli zuccheri contenuti nella carne a determinate temperature e formano quella caramellatura che dici tu») e croccante in superficie, il pane morbido e intriso al punto giusto di salsa e “umori” della carne, le patatine leggere tagliate a zig zag come da Shake Shack.
In definitiva una bella esperienza di fast food, anche perché accompagnata da una perfetta digestione.

Altre sedi di Burgez: via Marghera 18 (solo take-away) e via Eustachi 8.

Simone Muzza