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La città riflessa

Con Nowtilus, l'Ocean Space di Tba21 inaugura un programma di iniziative digitali, per riscoprire Venezia, al confine tra arte e scienza

Scritto da Naadir Sanudo il 24 aprile 2020

Foto di Rouge Maudit

Un podcast sottomarino testimone della contemporaneità: questo è Nowtilus. Prende il via oggi e proseguirà nei prossimi mesi, a cadenza bisettimanale. Il nome richiama tanto la tassonomia scientifica del mollusco marino, un fossile vivente che arriva dal paleozoico, quanto le suggestioni letterarie di Jules Verne e del suo omonimo sommergibile. Nowtilus è l’occasione per conoscere Venezia da una nuova prospettiva ed è inserito all’interno del progetto di Tba21 La città riflessa. In attesa della mostra Territorial Agency: Oceans in Transformation curata da Daniela Zyman, la fondazione austriaca conferma la sua azione propositiva in città. Assieme ad una serie di iniziative di crowdsourcing artistico (“Cara Venezia” e “Altra Marea”) il nuovo programma post-radiofonico, realizzato da Alice Ongaro Sartori ed Enrico Bettinello, avrà ospiti dal mondo della letteratura, dell’arte e della scienza; si parlerà di pesca sostenibile, di Venezia, di laguna. Riflessioni, rifrazioni, sommersioni, emersioni.

Cerchiamo un attimo di alzare il periscopio e scrutare l’orizzonte del nostro viaggio. Che c’è lassù? Due galassie distinte, distanti anni luce tra loro, mondi con sistemi così diversi da non potersi nemmeno confrontare: arte e scienza, due amanti che non potranno mai nemmeno sfiorarsi. La prima relegata nei musei, nelle gallerie e negli atelier, la seconda nei laboratori, nelle grandi strutture accademiche, nei centri di ricerca iper-tecnologici. Anche i nostri percorsi formativi, a seconda della vocazione e del talento, vengono splittati fin dall’adolescenza, subito dopo la scuola dell’obbligo, alimentando tale dicotomia. Artisti e scienziati, creativi e nerd: separati alla nascita. E pensare che un tempo, qualche secolo fa, erano praticamente la stessa cosa.

Chiesa di San Lorenzo, sede di Ocean Space

Quando parliamo delle iniziative dell’Ocean Space promosso a Venezia nell’ambito del progetto Tba21-academy, tutto questo sembra svanire e ci piace sottolinearlo. La pressione delle urgenze ambientali in atto nel presente guida le attività della fondazione Thyssen-Bornemisza Art Contemporary verso un’ormai stabile convergenza multidisciplinare. Ma quella di riunire arte e scienza, farle dialogare tra loro, non è l’unica sfida. Ce n’è un’altra, ancora più difficile forse, alla quale queste iniziative cercano di offrire una sintesi: quella del contatto tra la dimensione globale, con le sue inevitabili omologazioni, e le istanze endemiche delle realtà territoriali, che mantengono identità, rappresentazioni e relazioni specifiche, talvolta autoreferenziali. Si può salvare Venezia senza salvare il mondo? E viceversa? Mentre rimane latente questo quesito, dalle inevitabili valenze politiche, la fondazione austriaca ripropone proprio questa settimana, right now, la sua azione su Venezia. Stiamo parlando di un’esperienza a suo modo visionaria perché lambisce la città lagunare mettendola in connessione con iniziative che coinvolgono il resto del mondo, dai Caraibi all’Oceania. Diverse latitudini, longitudini, culture, tradizioni distantissime tra loro unite da una cosa immensa che chiamiamo “mare”.

Markus Reymann, direttore di TBA21–Academy e di Ocean Space

C’è poi un ulteriore banco di prova per chi voglia oggi svolgere un ruolo propositivo e progressivo su tutti questi fronti. Quello dall’emergenza pandemica, con un lockdown che ci trasforma sempre più in “entità digitali”, quasi disumanizzate. Per le istituzioni culturali di tutto il mondo dare risposte in questa fase non è semplice. Ecco dunque che “La città riflessa” ci spinge a riflettere, in uno spazio 3d dove disegnare le coordinate concentriche di arte e scienza, originali prospettive “glocal” e dove intrecciare nuove/vecchie fruibilità dettate dalla contingenza. La traiettoria nel nostro viaggio di scoperta non è mai stata così: ci sentiamo un po’ come esploratori domestici, anzi domiciliari. Ma va bene così, basta aprire le orecchie e puntare tutto sul futuro con spirito positivo come fa Markus Reymann, direttore di TBA21–Academy e di Ocean Space: «In questi mesi» afferma «abbiamo assistito a un progressivo svuotamento di Venezia. Se ne sono andati i turisti, i pendolari, hanno chiuso i negozi, gli alberghi, le fabbriche, il traffico si è fermato. Molte delle grandi manifestazioni internazionali hanno sospeso o spostato le loro attività a tempi migliori. Una tragedia, certo. Ma Venezia ha riscoperto quella solidarietà e quel forte senso di comunità innati che erano già emersi durante l’emergenza acqua granda. Inoltre, non tutto il male viene per nuocere: la Laguna è tornata a respirare, libera dal moto ondoso. L’acqua è trasparente, e si vedono pesci nuotare, uccelli e altri animali (si sono viste anche molte meduse, dobbiamo però precisare, a onor del vero, che la foto in apertura è stata scattata a Trieste, ndr). I ritmi sono rallentati, lasciando lo spazio alla riflessione e allo scorrere del tempo che seguono i cicli della natura. E proprio qui ci vogliamo inserire noi, con delle iniziative che vogliono intercettare e interpretare tutta l’energia motrice di questo momento, immaginando insieme ai veneziani cosa verrà dopo».

Ecco dunque il programma.

Nowtilus venerdì 24 aprile, ore 16
Narrare Venezia
con Tiziano Scarpa, scrittore
Come i veneziani narrano la loro città? Come Venezia è narrata dagli scrittori esteri? Lo scrittore Tiziano Scarpa ci racconta con aneddoti e storie legati a questo fascino complesso e sfaccettato.

Disponibile a partire da venerdì 8 maggio, ore 16
Supervenice: Architettura e Urbanismo
con Sara Marini, architetto e docente all’Università IUAV di Venezia
L’architetto e professoressa Sara Marini ci racconta la città attraverso la sua ricerca legata alle tradizioni e alle visioni più contemporanee dell’urbanistica di Venezia, attraverso progetti editoriali di cui è autrice.

Disponibile a partire da venerdì 22 maggio, ore 16
Persone negli Spazi Pubblici a Venezia
con Nicola di Croce, sound-artist, e Mariateresa Sartori, artista
Due artisti veneziani racconteranno le loro ricerche artistiche legate a Venezia. Nicola Di Croce con le sue ricerche legate al suono urbano, Mariateresa Sartori attraverso alcuni dei suoi lavori che mettono in evidenza le interazioni tra le persone peculiari a questa città, ci sveleranno dei punti di vista inaspettati sui luoghi e le persone che la popolano.

Nicola di Croce

Disponibile a partire da venerdì 5 giugno, ore 16
Ecosistema lagunare
con Luigi Cavaleri, oceanografo all’ISMAR-CNR, Fabiana Corami, biologa, e Beatrice Rosso, ricercatrice, Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica dell’Università Ca’ Foscari
La laguna di Venezia è uno degli ecosistemi lagunari più estesi e più importanti d’Europa e dell’intero bacino Mediterraneo, con un immenso patrimonio biologico, faunistico e floristico e con alcune specie animali e vegetali rare o minacciate d’estinzione. Essa è il risultato della combinazione tra fattori naturali e fattori antropici che storicamente hanno determinato l’assetto attuale; insieme a Luigi Cavaleri, oceanografo fisico (ISMAR-CNR) guarderemo ai cambiamenti più significativi degli ultimi secoli e quelli in corso ora. Insieme alle ricercatrici Fabiana Corami e Beatrice Rosso del Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università Ca’ Foscari, ci immergeremo nelle acque della laguna di Venezia per fare luce sulla questione plastiche e micro-plastiche.

Gli appuntamenti di Nowtilus saranno pubblicati ogni due settimane, sempre di venerdì, sulla piattaforma www.ocean-archive.org, sul recente canale TBA21–Academy Radio su Soundcloud e sui profili social di Ocean Space, dove saranno sempre disponibili e accessibili per l’ascolto. Ma non è tutto. Ecco le altre declinazioni del progetto “La Città Riflessa”

Cara Venezia è un’iniziativa rivolta agli artisti che collaborano con TBA21−Academy per riflettere su una situazione globale di crisi che si evidenzia in modo specifico nel caso di Venezia. La crisi pandemica sta coinvolgendo non solo l’Italia ma tutto il mondo, obbligandoci a vivere una situazione di reclusione che da emergenza si sta evolvendo in quotidianità. L’acqua alta, la zona rossa, la pandemia stanno mettendo la città di Venezia davanti ad interrogativi che forse mai fino ad ora si è trovata ad affrontare. Ed è per cercare di stimolare il dibattito e il pensiero critico che Ocean Space e TBA21−Academy hanno chiesto alla comunità di artisti con cui da anni collaborano di mandare un messaggio alla città di affetto e vicinanza, attraverso i mezzi da loro preferiti, siano essi immagini, video, audio o dichiarazioni. I contributi degli artisti saranno condivisi a partire dal 1 maggio sui canali social e sulla piattaforma ocean-archive.org.

Altra Marea. Pensieri ed emozioni al tempo del Coronavirus a Venezia è infine il terzo progetto digitale per raccogliere pensieri ed emozioni di tutti coloro che stanno vivendo il periodo di quarantena a Venezia. Proprio questo momento così delicato di isolamento e distanziamento sociale può rivelarsi un’occasione inaspettata per fermarsi a riflettere sulle proprie sensazioni, sui propri desideri e sul destino e il futuro di Venezia. Ocean Space vuole così coinvolgere gli abitanti di Venezia, invitandoli a esprimere e condividere le proprie emozioni e riflessioni rispondendo ad alcune domande (Descrivi la tua quotidianità ai tempi della quarantena e le tue emozioni con tre parole, quali sono la cosa peggiore e quella migliore che ti ricorderai del tuo isolamento a casa?, c’è qualcosa che in questa situazione di emergenza pensi possa rivelarsi un’opportunità per migliorare Venezia?, quali sono i tuoi bisogni e le tue speranze per il tuo futuro in questa città?). Coloro che desiderano partecipare al progetto possono realizzare un breve video (massimo 2 minuti) o scrivere un breve testo (massimo 1.800 battute) che risponda a questi spunti di riflessione e inviarlo all’indirizzo info@ocean-space.org entro il 15 giugno 2020.
I racconti e le memorie personali verranno condivisi sui canali social di Ocean Space e su ocean-archive.org e utilizzati a loro volta come input per innescare nuove riflessioni, reazioni e stimolare il dialogo online.