Luglio inizia anche quest’anno e in crescendo le città sempre di più smettono di essere un ecosistema concepibile. Il caldo smette di essere un’estate e comincia a sembrare un’emergenza strutturale: asfalto a 40 gradi, notti senza aria, la sensazione che stare fermi in un posto chiuso sia fisicamente insostenibile. Il miglior spazio di aggregazione diventano i dieci centimetri che dividono dalla pala del ventilatore, la casa del tuo amico che abita nel seminterrato o quello che ha il condizionatore da prima che diventasse una moda, che muovono grandi rimpatriate da film assieme o smartworking al suon di “dai che non ci si vede da un po’”.
A questo punto i festival smettono di essere un’alternativa e diventano l’unica forma sensata di esistenza musicale anche al di là della scelta, non tanto per la line-up ma per la logica elementare di portare i corpi fuori dalle città, in luoghi dove respirare e non affannare è ancora possibile. La fuga dalla città non è più romanticismo ma diventa una necessità fisiologica e i festival, che lo vogliano o no, iniziano a porsi come la risposta a qualcosa di più urgente di un weekend di musica.
BANDE DE FEMMES | 30 giugno – 4 luglio | Roma
In francese la “bande dessinée” – letteralmente “striscia disegnata” – nient’altro è che un modo complicatissimo per indicare i fumetti. Nomen omen, in questo festivalino di quartiere (ma che sa anche essere internazionale) troverete tantissimi disegni realizzati da artiste, illustratrici e fumettiste.
Un appuntamento orgogliosamente transfemminista, che per poco meno di una settimana si riversa nelle strade del Pigneto, a comunicare dall’isola pedonale dove ha sede Tuba, che di Bande de Femmes è il motore primo. E quindi, talk, esposizioni, incontri, laboratori, presentazioni, sessioni di disegno e la bellissima Notte a Colori, una mostra diffusa in notturna che trova spazio in decine di realtà di territorio.
MÖNINGA OPEN AIR FESTIVAL | 1-4 luglio | Formigine (MO)
C’è un festival che continua a dimostrare come club culture e impatto sociale possano stare nello stesso posto. MOAF – MÖNINGA Open Air Festival torna a Villa Benvenuti con quattro giorni in cui elettronica, comunità e solidarietà si intrecciano senza retorica: dal 2015 l’associazione MÖNINGA sostiene progetti di cooperazione e sviluppo comunitario in Congo ed Etiopia, e il festival è uno dei motori che li rende possibili. Si parte mercoledì 1 con Marrakech Express e gs.elle, mentre giovedì 2 tocca alle traiettorie elettroniche di Macedonia Sintetica e Fatima Koanda. Da venerdì si entra nel vivo con Fluid Vision, collettivo queer berlinese che porta Lil Ja, Senergi e Vinvar. Sabato il finale è affidato ad African Acid Is The Future, piattaforma berlinese che intreccia elettronica e culture africane contemporanee, con DJ Soulseek, Dauwd e Leone Knight. Nel mezzo anche Akwaba, progetto dedicato alla danza afro e allo scambio culturale.
ELECTROPARK | Giugno – 5 Luglio | Genova
Menzione d’onore per la rassegna genovese Electropark, che ormai si è affermata nella capitale ligure come una delle eccellenze dell’offerta musicale della stagione estiva. Con trasversalità e ricerca internazionale, la rassegna si muove diffusamente fra vari spazi della città creando un ecosistema culturale musicale per vari palati, fra performance, musica e teatro.
LOST | 3-5 luglio | Fontanellato (PR)
Ritorna ancora una volta l’incanto di LOST nell’esoterica cornice del Labirinto della Masone nella campagna che attraversa l’interland fra Parma e Fidenza. La line up come sempre mantiene una dimensione di ricerca accurata e futuristica, favorendo una presenza orientata alla scoperta e all’immersività nel magnetismo delle energie circostanti piuttosto che una fruizione legata ai grossi nomi. Ci si perde fra le canne di bamboo e i fasci di luce di Bianca Peruzzi.
BOXFESTIVAL | 3-12 luglio | Orvieto (TR)
Tre giorni fuori asse immersi nel morbido paesaggio umbro. BOXFESTIVAL arriva alla sua terza edizione dopo un anno in cui Er Box ha abbandonato il suo storico ritrovo romano e quindi probabilmente con ancora più carica per stare insieme dal tramonto all’alba. Si attraversano tutte le sfumature di IDM con predilezione per minimal e dintorni con dj da ogni parte d’Italia (con ovvia predilezione per lo zoccolo duro romano). Il main stage sotto gli alberi, il secondo palco notturno, il campeggio tra gli ulivi si uniscono a spazi di socialità, cucina, rituali collettivi e quella dimensione sospesa nel tempo propria solo dei festival veramente indipendenti. Una parentesi dal furioso caldo cittadino tutta da abitare, dove la notte diventa spazio creativo e la musica il linguaggio comune di una comunità che non si arrende alle chiusure e le difficoltà.
SANTARCANGELO FESTIVAL | 3-12 luglio | Santarcangelo di Romagna (RN)
A Santarcangelo non si va per trovare risposte facili. Da 56 anni il festival attraversa il presente con le arti performative e deep pressures, ultima edizione firmata da Tomasz Kireńczuk, parte proprio dalle tensioni politiche, sociali e climatiche che attraversano il nostro tempo. Il borgo romagnolo si riempie così di spettacoli, performance e incontri che affrontano guerra, colonialismo, identità queer, ecologia e resistenza del corpo. Tra i lavori più attesi ci sono When I Saw the Sea del coreografo libanese Ali Chahrour, dedicato alle lavoratrici migranti in Libano, il progetto delle artiste palestinesi Nur Garabli e Marah Haj Hussein, le performance fisiche di Katerina Andreou e Mélissa Guex e la ricerca queer di Martín Soria. E quando gli spettacoli finiscono, ci si sposta a Imbosco, il tendone notturno dove dj set, club culture e pratiche performative continuano a confondere i confini tra palco e pista.
SEMPRE PIÙ FUORI | 6-17 luglio | Roma
C’è un’idea di festival che non si limita a occupare gli spazi, ma li attraversa, li espone, li vive. Sempre più Fuori nasce proprio da questa urgenza: portare teatro, musica, danza, poesia, cinema e performance fuori dalle categorie consuete, dentro una geografia emotiva in cui la città non è semplice cornice, ma materia viva. Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, Goethe-Institut Rom, Spazio Rossellini e Cimitero Monumentale del Verano diventano così luoghi di passaggio, ascolto e trasformazione, capaci di modificare il rapporto tra pubblico, opera e memoria.
Il festival, diretto da Antonino Pirillo e Giorgio Andriani, costruisce un percorso in cui i linguaggi non si sommano, ma si sfiorano, si contaminano, a volte si scontrano. La sensazione è quella di un programma pensato non per rassicurare, ma per spostare lo spettatore: fuori dall’abitudine, fuori dalla frontalità, fuori da un’idea protetta di esperienza artistica. In questo senso, la scelta delle location è decisiva. Il Cimitero Monumentale del Verano non è solo uno scenario suggestivo: è un luogo in cui la città conserva il proprio rapporto con l’assenza. Qui trova spazio, ad esempio, “Piccoli Funerali” di Maurizio Rippa, ispirato all’”Antologia di Spoon River”, appuntamento che trasforma il dolore in rito condiviso e la morte in possibilità di rinascita.
Dentro questa mappa emotiva si inserisce con forza Emma Dante, che il 6 luglio presenta all’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo “I fantasmi di Basile”, per la prima volta a Roma. Dopo il debutto alla Biennale Teatro, dove l’artista è stata insignita del Leone d’Oro alla carriera, Emma Dante torna all’universo visionario e barocco di Giambattista Basile, già attraversato con La scortecata, Pupo di zucchero e Re Chicchinella. È qui che il teatro può ancora compiere il suo gesto più necessario: non spiegare la vita, ma farcela sentire.
GAETA JAZZ FESTIVAL | 9-12 luglio | Gaeta (LT)
Nel 2026 ormai il jazz non è tanto un genere quanto un modo di osservare e approcciare il mondo. Su questo credo Gaeta Jazz Festival brilla da anni costruendo un dialogo tra memoria, ricerca e nuove traiettorie sonore. Sul palco arrivano artisti capaci di muoversi tra linguaggi diversi: il groove del veterano Danilo Plessow aka MCDE, la sensibilità pop d’autore di Giorgio Poi (con archi), la ricerca ritmica di Jolly Mare, la voce e la profondità soul di Allisha Joy, fino alle esplorazioni di GodBlessComputer, Addict Ameba, Admiral, Arya e Gabriele Poso. Gli “special” del festival sono un marchio di fabbrica. Quest’anno il sax di Daniele Tittarelli dentro la Grotta del Turco e il concerto all’alba di Pasquale Mirra promettono di far sognare. Menzione d’onore per il live super atteso del genietto del sax Venna (collaboratore di tutti i tuoi artisti preferiti). Giorni in cui il jazz torna a essere un linguaggio aperto, capace di cambiare forma ogni volta che incontra un nuovo spazio e un nuovo pubblico. Tra un bagno a mare e un morso di tiella.
VIDEOCITTÀ | 10-12 luglio | Roma
Se tutte le strade portano a Roma, anche gli acquedotti non scherzano. Il vecchio adagio sulla centralità capitolina nel mondo può essere uno spunto per rileggere la storia dell’urbe antica e della città moderna come un percorso dialettico tra acqua e ed essere umani, fatto di continui strappi e soluzioni di addomesticazione. Dagli acquedotti per l’approvvigionamento agli argini per contenere le piene del Tevere, dalle fontane alle terme, dalle sorgenti ai nasoni, dai porti (fluviali e marittimi) alle precipitazioni straordinarie che testimoniano di cambiamenti climatici sempre più minacciosi.
La storia di Roma è anche una storia del suo rapporto con l’acqua ed è proprio al tema dell’acqua, intesa come elemento naturale, culturale, simbolico e tecnologico, che è dedicata l’edizione 2026 di Videocittà, Watercult, con il fiume proprio a due passi dalla storica e riconfermata venue del Gazometro. Il tema di quest’anno avrà un testimone legatissimo alla città: Apparat. A lui spetterà un doppio onore. In primo luogo, la sua “Blackwater” – che quest’anno compie quindici anni come l’album “The Devil’s Walk” che la conteneva – è stata infatti scelta per essere reinterpretata e utilizzata come colonna sonora di “In Lympha” una grande installazione immersiva (ideata e prodotta da Eni in collaborazione con Videocittà) che sarà uno degli highlight del Festival e occuperà gli spazi dell’Opificio 41 per tutta la sua durata, interpretando l’acqua come origine e principio generativo.
Poi, il sabato, Sasha Ring sarà protagonista di un dj set che potremmo definire site-specific, sia perché è stato pensato in esclusiva per Videocittà da un punto di vista musicale, sia perché Sasha porterà la sua consolle al centro del Main Stage, per essere circondato dal pubblico durante l’esibizione. Oltre ad Apparat ci sarà tanto altro da sentire e vedere: una delle rare esibizioni dei Voices From the Lake, il duo elettronico formato da Donato Dozzy e Neel; la collaborazione audio/video tra Sara Persico e Mika Oki; la performance che vedrà la musica di Francesca Heart unirsi alle coreografie di Amanda Lana; il progetto “Freefall” dei Liminal State, vicini di casa del Gazometro con il loro Liminal Space. Poi ancora Nziria, Populous, Mace, divisi tra live e dj set.
NEXTONES | 16-19 Luglio | Oira (VCO)
Piattaforma di ascolto, sperimentazione ed esperienza site-specific, Nextones riunisce musica contemporanea, pratiche audiovisive e performance in relazione dinamica con l’ambiente. Il programma diurno si articola in una rete di luoghi che riflettono la missione della Fondazione Tones on the Stones: rendere accessibili e attivi spazi naturali e antropizzati attraverso la cultura. Fra la cava di marmo notturna, le terme di Premia e gli Orridi di Uriezzo, il festival ingrandisce anno dopo anno la dimensione del proprio ecosistema sonoro che mappa e risuona nell’eco della val d’Ossola.
CENTRALE FIES | 16-27 LUGLIO | DRO (TN)
Dal 16 al 26 luglio Centrale Fies torna ad abitare l’estate con dieci giorni che condensano un anno di ricerca tra performance, mostre, lecture, musica e pratiche condivise. Il programma si articola in tre capitoli – LIVE WORKS SUMMIT, The Sparks Return e LOVE IS POLITICAL – alternando debutti internazionali, nuove produzioni e il ritorno di artiste e artisti che hanno attraversato la storia del centro. Dalla personale di Monia Ben Hamouda ai progetti speciali di LIMINAL, OPEN GROUP e Industria Indipendente, fino a CLUB ALTROVE, gli spazi dell’ex centrale idroelettrica diventano un ecosistema in cui performance, arti visive e club culture si contaminano. Più che un festival, Centrale Fies continua a funzionare come una piattaforma di produzione, ricerca e incontro, capace di intercettare linguaggi emergenti e costruire alleanze tra artisti, territori e comunità.
SHAWALA | 17-19 Luglio | Costa Vescovado (AL)
Torna la splendida fricchettonata di Shawala, in una location nuova più spostata verso nord: il chill della campeggia, a Costa Vescovado, uno spot incontaminato del confine fra il Piemonte e la Liguria. Vocazione totalmente DYI, line up di amici stretti e non. Per reference, da ascoltare la label romana wraawraa.
HABITAT | 17-18 Luglio | Tredozio (FC)
5 anni fa, il 17 Luglio si distribuivano in cerchio le sedie di plastica in piazza a Tredozio, per la prima volta, e nasceva quel piccolo fiore di ecosistema che è Habitat, nascosto fra le frasche di Ca’ Dei Monti. Quel cerchio è diventato ora una costellazione e se volessimo disegnarla non potremmo definirne i confini, come neanche la posizione esatta delle migliaia di stelline che la compongono, o le comete che l’hanno attraversata. Dopo 5 anni sono ancora lì, tra due case, un castagneto e in mezzo a quella grandissima costellazione adesso allargata, una grande festiva collettiva per festeggiarlo.
SCENASONICA SPOTLIGHT FEATURING INTERNATIONAL ANTHEM | 17-18 luglio | Precenicco (UD)
Questo è forse il “festival” più peculiare dell’estate italiana. Due giorni “verticali” dedicati esclusivamente ad un’etichetta sperimentale sono una meravigliosa follia che in Italia non si è praticamente mai vista. International Anthem, etichetta di culto nata a Chicago, porta in Friuli una comunità artistica che ha ridefinito i confini tra jazz, elettronica, folk, improvvisazione. Non una line-up da consumare senza soluzione di continuità, ma un organismo musicale complesso fatto di connessioni inaspettate: la poesia spirituale e il sax di Alabaster DePlume, le commoventi architetture libere di Ben LaMar Gay, il mondo sospeso di Ibelisse Guardia Ferragutti, la scrittura del trombone e della voce di Kalia Vandever, le traiettorie chitarristiche intime di Gregory Uhlmann e il groove dilatato di Ruth Goller. Una visione che appartiene tanto all’etichetta americana quanto al paesaggio che la ospita: lontana dalla logica del grande evento, vicina alla relazione tra artisti, pubblico e ambiente. Una sorta di sogno lisergico in cui il più remoto paesaggio friulano ospita il meglio della musica creativa internazionale.
BOLZANO DANZA | 16-31 luglio | Bolzano
Dal 16 al 31 luglio torna Bolzano Danza, il festival che da oltre quarant’anni porta nel capoluogo altoatesino il meglio della scena coreutica contemporanea internazionale. Diretto per il secondo anno da Anouk Aspisi e Olivier Dubois e promosso dalla Fondazione Haydn, il programma 2026 propone oltre 40 appuntamenti in 17 luoghi della città, con 7 prime italiane, 2 debutti assoluti e un’anteprima nazionale. Tra i protagonisti figurano Anne Teresa De Keersmaeker/Rosas, Peeping Tom, Louise Lecavalier, CCN/Aterballetto, Chiara Bersani, Leïla Ka, Alexander Vantournhout e molti altri. Il filo conduttore dell’edizione è Orizzonte, seconda tappa della Trilogia della Passione: un invito a guardare alla danza come pratica in continua trasformazione, dove memoria, presente e nuove possibilità si intrecciano. Torna anche ExtraDanza, la giornata-evento dedicata a performance, incontri e attività diffuse.
POLIFONIC | 22-26 luglio | Valle D’Itria (BA)
Dal 22 al 26 luglio 2026 Polifonic torna in Valle d’Itria per la sua nona edizione, riportando in Puglia quel modo tutto suo di far coincidere musica, paesaggio e percezione. Non è solo una questione di line-up, che attraversa molte delle traiettorie più interessanti della club culture contemporanea, ma soprattutto il modo in cui tutto accade: tra masserie, muretti a secco, notti calde, strade di campagna, alberi d’ulivo e quel sole che in Puglia arriva dritto dal mare.
Il festival si muove tra tre venue e trova il suo cuore a Masseria Capece, dove quest’anno debutta Echoes Stage, nato in collaborazione con Rinse FM France, Attivo venerdì 25 e sabato 26 luglio, Echoes prende forma in un angolo ancora inesplorato della masseria, tra Magma Stage e Stone Stage: un luogo da raggiungere, più che semplicemente da trovare, ed è così che il percorso diventa parte dell’esperienza.Pensato come uno spazio più meditativo, il nuovo palco da vita a una deviazione dentro il festival: downtempo, dub, ambient, psichedelia e frequenze profonde, con set registrati e poi trasmessi sui canali di Rinse FM. In programma Basic Channel, Giammarco Orsini, Hewan Aman, Joiah, Kenia, Le Motel, NAP, Souzo, Vardae e Z.I.P.P.O.
Intorno, Polifonic continua a costruire il suo ecosistema: Voices From The Lake, Carl Craig b2b Moodymann, Chet Faker live, MACE, Djrum, Sama’ Abdulhadi, Tiga, Ben UFO, Craig Richards, DJ Marcelle, Kittin e molti altri. Una fioritura sensoriale, come suggerisce il tema Sensory Bloom, in cui la Puglia smette di essere cornice e diventa corpo sonoro.
SOTTOSOPRA | 31 luglio – 2 agosto | Castelfranco Veneto
Dal 31 luglio al 2 agosto i Giardini Sud-Ovest del Castello di Castelfranco Veneto tornano a ospitare Sottosopra, festival multidisciplinare nato nel 2017 dall’iniziativa di un gruppo di ragazzi del territorio. In pochi anni è diventato un appuntamento capace di intrecciare musica, incontri, workshop e pratiche culturali all’interno di uno stesso spazio condiviso. Per questa edizione sono già stati annunciati Ex-Otago, Vendredi Sur Mer, Faccianuvola, Generic Animal, Auroro Borealo, Popa e Krano, insieme a una serie di altri ospiti che animeranno il programma con concerti, talk, presentazioni e attività distribuite nell’arco delle tre giornate. Sottosopra è un luogo di incontro tra linguaggi, generazioni e comunità differenti. E alterna intrattenimento e approfondimento, mantenendo l’attenzione su ciò che si muove nella cultura contemporanea e nei contesti che la producono.
HOLYDAYS FESTIVAL | 31 luglio – 2 agosto | Scopoli
Con il Dancity che ci ha salutato con l’ultima, ventesima, edizione pochi giorni fa, a giugno, il testimone della musica live estiva a Foligno passa nelle mani dell’Holydays e della sua baraonda di suoni dal mondo. Un passaggio di testimone che, coincidenze del caso, non sembra neanche essere solo ideale, perché la line-up di quest’anno è veramente di quelle da Seria A: il collettivo brasiliano Roda De Santo e i suoi canti rituali dell’Umbanda; la batteria indemoniata di NAH, il dub narcotico e uptempo degli olandesi Devon Rexi (in cui milita Nicola Mauskovic); l’indie-rock dei Green Gardens; il tamburo cantore di Alfio Antico; gli indonesiani Kuntari e il folk in odore di library dei Milkweed, vero asso calato sul tavolo dei festival estivi. L’elenco è lungo insomma. A completare il quadro, prezzi che in città non valgono nemmeno una cena in pizzeria; una venue immersa nel verde nelle colline di Scopoli e una “presabbene” generale, che è il vero ingrediente segreto dell’Holydays.
IPERIBLEO | 31 luglio – 2 agosto | Palazzolo Acreide (SR)
IPERIBLEO è curato da SPAZIOMENSA e nasce nel cuore dei Monti Iblei in quel gioiello che è Palazzolo Acreide. Un festival multidisciplinare e multidimensionale, sparso in tre location meravigliose. Il paesaggio infatti non fa da sfondo: entra nella composizione, modifica l’ascolto, diventa parte del tutto. Per tre giorni il festival costruisce una zona franca in cui musica elettronica, performance e ricerca contemporanea convivono senza gerarchie. Le frequenze radicali di Nkisi e NURI dialogano con le traiettorie ibride di DJ Salomé e Piezo, mentre Leila, Radio Alhara, Francesca Heart e Krista Papista attraversano club culture, ritualità e sperimentazione. Una sorta di ecosistema complesso dove ogni intervento apre una possibilità diversa. Le performance di Matteo Nasini, le esplorazioni di Les Biologistes Marins, le presenze di AMÆMI, FMCP, Luce Clandestina e tutti gli altri sono una mappa in continuo movimento tra suono, corpo e memoria: un rito contemporaneo in un sito patrimonio UNESCO, dove passato e futuro diventano la stessa cosa.
FLYSCH | 30 luglio – 2 agosto | Monte San Vicino (MC)
Flysch è un raduno cresciuto da una rete legata agli stessi spazi. Tra chi non è mai andato via e chi alla fine ha trovato la strada del ritorno, il festival è nato come tentativo di mettere in dialogo radici diverse attraverso la terra e il suono. Per qualche giorno, la musica diventa un modo per incontrare il territorio: attraverso l’ascolto, l’esplorazione e il paesaggio stesso. Non lasciate tracce nel bosco.


















