Dall’8 ottobre 2026 torna la programmazione di Raum, lo spazio di Xing a Bologna, con quattro appuntamenti che attraversano suono, immagini, performance e danza. Un calendario costruito intorno a lavori originali, commissioni e adattamenti pensati in relazione allo spazio di via Ca’ Selvatica, dove la dimensione percettiva diventa parte integrante delle opere.
Si parte giovedì 8 ottobre con Caustic Surface, performance laser & sound di Valerio Maiolo, compositore sperimentale e music engineer, realizzata con la collaborazione di Alessandro Panzavolta di Orthographe, artista che da anni lavora sui dispositivi ottici applicati alle arti visive, teatrali e sonore. Il progetto raccoglie una serie di miniature sonoro-visive che si susseguono e si compenetrano attraverso impressioni retiniche. Luce e suono vengono concentrati nello spazio ristretto di Raum, trasformandolo in un dispositivo percettivo dove la ricerca tecnologica di Maiolo produce una condizione quasi meditativa.
Il 23 ottobre sarà invece la volta di Abstract Turntablism di Maria Chavez, una delle figure più radicali della scena newyorkese nell’uso del giradischi come strumento di improvvisazione. La sua pratica parte dal confine instabile tra suono e rumore e utilizza il vinile non come semplice supporto, ma come materiale da manipolare. A Raum Chavez lavorerà con quattro giradischi e con la sua collezione di dischi graffiati, rotti e deteriorati: le puntine scivolano, saltano, si inceppano, trasformando gli errori e gli incidenti in materia compositiva. Campioni provenienti da sound test, effetti sonori, spoken word e altre fonti vengono sottratti alla possibilità di diventare loop riconoscibili o melodie e lasciati precipitare nell’imprevedibilità del rumore.
Il 12 novembre arriva Le penultime fabbriche rimaste in lontananza intonano gospel ripetitivi…, nuova produzione audiovisiva di Riccardo Benassi, artista e teorico della scena mediale europea già più volte coinvolto da Xing dagli anni Duemila. Il lavoro nasce dalla riformattazione per schermo e sound system della camera ardente per Internet, ambiente tecnologico abitato dai cori digitali dei Tecnosistemix, commissionato da Xing per il progetto FESTA e presentato alla Fondazione Merz di Torino nel settembre 2026.
Benassi attraversa la parabola di Internet dalla sua comparsa negli anni Novanta, quando si presentava ancora come un’estensione della linea telefonica domestica, alla trasformazione progressiva da «luogo» a infrastruttura. A Raum il progetto assume la forma di una performance tra video, testo e suono, organizzata secondo un’ergonomia da ufficio: una sorta di saggio fenomenologico e diario impersonale che accompagna la fine di un’idea di Internet attraverso un mantra sono-testuale. Una specie di congedo tecnologico, tra spiritualità e infrastrutture.
Giovedì 19 novembre è invece il turno di M, performance in solo di Stefania Tansini, che torna sul lavoro sul corpo sviluppato attraverso Madeleine. Il corpo è qui un territorio stratificato e instabile, sottoposto a una continua trasformazione tra forma e decadimento, controllo e abbandono, pieno e vuoto. Tansini, Premio Ubu 2022 come Miglior Performer Under 35, ha costruito la propria ricerca coreografica a partire da un’indagine materiale e sensoriale della presenza fisica.