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Un’icona di design si aggira per il Fuorisalone con una serie di “Aperitivi a Caso”

Campari Soda per la Design Week 2026, con i suoi aperitivi in luoghi insoliti, lancia anche una nuova visual identity, ovviamente di design

Scritto da Emma Bartolini il 17 aprile 2026
Aggiornato il 18 aprile 2026

Campari Soda Design Week 2025

Sono poche le cose che sopravvivono al tempo senza etichette. Una di queste è il Camparino.

Ma, a parte gli scherzi, una cosa la dobbiamo dire: il design e il Campari Soda sono sempre stati ben miscelati. Pensiamo quel tronco di cono che è l’iconica bottiglietta. È piccola – leggera nel formato, non nel carattere – facile da aprire (e da disporre per ingombrare poco spazio), e non ha bisogno di niente: né bicchiere, né ghiaccio, né bancone. Ogni luogo o ogni occasione, diventa così una possibilità di berne una in compagnia!

E quale miglior occasione per stare insieme nei luoghi più disparati della città se non la Design Week di Milano? Non a caso, arrivano gli “Aperitivi a Caso” (perdonami il gioco di parole): quattro eventi con dj set tra Porta Genova e Isola/Brera.

Martedì 21 ore 18:00-21:30 da Aerre parati e vernici, viale Gorizia 18, specialista nella decorazione d’interni – in fondo siamo pur sempre nella settimana del design.

Mercoledì 22 ore 18:00-21:30 alla All Wash lavanderia, via Savona 1 – perché anche nell’attesa di una centrifuga e un risciacquo si possono fare conversazioni interessanti (e bere qualcosa).

Venerdì 24, ore 18:00-21:30, allo Severcacing in via Angelo della Pergola 155 – dove sistemano moto e scooter… e magari ti fanno la revisione per questa settimana.

Sabato 25 ore 11:30-15:00 al Pastificio Moscova, via della Moscova 27 – perché il soft clubbing è arrivato nelle pasticcerie, ma non ancora nelle gastronomie.  

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Ma ora parliamo un po’ degli ingredienti di Campari Soda per questa Milano Design Week. Perché in questa settimana del design, l’iconica bottiglietta non si limita a offrire quattro aperitivi improvvisati in giro per Milano ma mette “sul bancone” una nuova brand visual identity e campagna di comunicazione che è tutto fuorché accessoria, con font, forme, palette, illustrazioni

“Mai preparati, ma sempre pronti” è lo slogan della campagna, e nasce da un piccolo disagio contemporaneo: viviamo in un mondo che ha paura del rischio. Pianifichiamo tutto, rimandiamo spesso, aspettiamo il momento giusto, che raramente arriva. Ma se non servisse essere perfettamente preparati per iniziare ma bastasse essere pronti a fare? Nati pronti, dunque. O meglio, “Nato Pronto”, nome del nuovo font che nasce dalla mistura del Futura Std e il lettering di Fortunato Depero, l’artista futurista che dal 1924 collaborò con Davide Campari e che nel 1932 disegnò proprio quella bottiglietta.

È piccola – leggera nel formato, non nel carattere – facile da aprire (e da disporre per ingombrare poco spazio), e non ha bisogno di niente: né bicchiere, né ghiaccio, né bancone.

A dare forza al carattere, un intero sistema visivo: forme iconiche capaci di vivere da sole o di combinarsi senza perdere equilibrio, fotografie in bianco e nero con trattamento cut-out, che si stagliano sul colore allo stesso tempo di quinta e protagonista: il rosso Campari Soda (che finirà per tingere anche il lilla della fermata della metropolitana di Isola).

Senza etichette dal 1932, primo ready-to-drink della storia, è una bottiglia così indipendente da potersi bere ovunque, anche senza bancone.

Poi però non dite che il design non c’entra: certe abitudini, qualcuno deve pur averle progettate.

Bevi responsabilmente