Enrico Contro

«Ho iniziato per caso, quasi una provocazione, poi mi sono reso conto di essere una bestia da banco»

Foto di Dominga Rosati

Scritto da Simone Muzza il 14 marzo 2016
Aggiornato il 19 giugno 2017

Enrico Contro (Milano, 24/03/1967), per tutti Frog, è il barman e proprietario del Pravda Vodka Bar, un cocktail bar di Milano dove la qualità del bere è eccellente, ma senza troppi fronzoli e pretese da «stiamo cambiando il mondo». Come ama spesso ripetere, «siamo baristi, mica salviamo le vite!». Be’, forse salvare vite no, ma migliorarle sicuramente sì: a volte basta un vodkatini! Lo seguiamo dai tempi dello Yar, quando tempestava il banco di ranocchie di carta e, mentre lo guardavamo lavorare, ci insegnava l’abc del barman; dobbiamo a lui tantissime conoscenze e aneddoti sul mondo della miscelazione. In questa intervista si racconta in occasione della sua presenza a Zero Design Festival, quando domenica 20 marzo sarà tra i protagonisti della chiacchierata sul bere bene di notte, della maratona di barman e della mostra di bar tools.

ZERO – Come e perché hai iniziato a lavorare al bancone?
Enrico Contro – Ho iniziato per caso, quasi una provocazione, poi mi sono reso conto di essere una bestia da banco.

Chi è stato il tuo maestro?
Paolo, ora fa il tatuatore a New York.

Qual è il primo drink che hai preparato?
Vodka Sour.

Puoi raccontarci la tua esperienza professionale?
Sono stato un girovago, poi mi sono formato allo Yar (R.I.P).

Come e perché ti sei deciso di aprire il Pravda? Perché la vodka?
Pravda, poca spesa tanta resa. Amo la vodka fin dall’adolescenza.

La bottigliera del Pravda
La bottigliera del Pravda

A proposito, anche al Pravda si beve meno vodka ultimamente? O siete come i russi da quelle parti?
Da noi la vodka è la regina.

Sei felice di come sta andando lo Zinc? Si sta realizzando quello che ti aspettavi?
Sì, deve ancora crescere, ma come tipologia di drink ha preso una strada diversa dal Pravda.

Per Zero Design Festival ti abbiamo chiesto di partecipare alla chiacchierata sulla possibilità di bere bene di notte, nei club e nelle discoteche. Molti a Milano – anche voi al giovedì del Rocket – stanno lavorando in questa direzione, migliorando pulizia, bottigliere, ghiaccio e bicchieri. Altri ancora cercano di proporre drink molto difficili (dal Sazerac al Martini per fare due nomi). Come la vedi? È un progetto fattibile? 

Non è difficile proporli, ma farli bere. Ora a poco a poco la gente si sta abituando, iniziano a fidarsi.

Un vodkatini è per sempre
Un vodkatini è per sempre

Che cocktail preparerai al bancone del Plastic per Zero Design Festival?
Farò i miei sour ed il Bruschetini.

Qual è l’oggetto a cui non rinunceresti mai mentre lavori, che hai scelto per la mostra “Bar Tools/Cose da bar” che stiamo allestendo alla galleria Plasma del Plastic?
L’oggetto è il Boston shaker. Ma per la mostra ho scelto la fiaschetta del Pravda, un regalo che faccio ai miei clienti più affezionati.

É un periodo parecchio favorevole per il mondo dei bar e dei barman a Milano: aprono sempre più locali, alcuni anche di qualità. Qual è il tuo punto di vista? Li frequenti? Ti piacciono?
Sono contento, finalmente si incontrano decine di realtà interessanti. Oltre ai bartender, sono proprio i nuovi imprenditori ad avere una mentalità diversa.

Frog "pizzicato" a bere champagne
Frog “pizzicato” a bere champagne – © Max S. Volonté

 

Quali sono i ristoranti di Milano che frequenti?
Ristoranti ne giro molti, ultimamente mi ha colpito Trippa. Mi piace molto Manna.

Che città consiglieresti per un weekend dedicato al bere bene?
Roma.

Tu cosa bevi di solito?
Vodkatini, Daiquiri e champagne.

Pravda_Vodka_Bar_milano_cocktail_frog
Il vodkatini di Frog
 
Bevi tutti i giorni? Cosa significa per te bere responsabilmente?
No, non bevo tutti i giorni. Per me significa non guidare e soprattutto non recare danni agli altri: ma chi non ha mai rotto le scatole? Me compreso.

E qualora avessi esagerato, qual è il rimedio per riprendersi da una sbronza?
Tanta acqua e un Bloody Mary.