Close

Audiovisiva

28/5/2011 Palazzo del Ghiaccio, via Piranesi 14, Milano

di Onga Boring Machines

Arto Lindsay ha una biografia mostruosa. Va dalle chitarre grattugiate infarcite di urla belluine con i DNA a produzioni per i dischi dei brasiliani Gilberto Gil e Carlinhos Brown, passando per composizioni per teatro e balletto. Eclettismo a livelli esasperati è anche quello di Demdike Stare, duo inglese che ha ridefinito il concetto di dubstep producendo una serie di album e mix-album in cui confluiscono ritmi di origini esotiche, rumori industriali, polveroso ambient e basi elettroniche taglienti. Altro gruppo sensazionale sono gli Emeralds, passati dalle cassette autoprodotte a un doppio lp su Mego fatto di viaggi spaziali a bordo di arpeggiatori sintetici. E poi Ariel Pink, uno sballone che ha rigurgitato su disco tutta quella musica vecchia che nessuno ammetterebbe di ascoltare, ma che è incisa nel cuore di chi è nato dopo una certa data. La chiamano "hypnagogia" e se ha un interprete, questi è lui. E poi fronti diversi come Dakota Days, The Glimmers, Mia Zabelka, La Blanche Alchimie. Adesso non cominciare con le solite storie sul festival che ha perso credibilità e l'anno scorso non mi è piaciuto e però c'era poca gente. Dagliela una possibilità, no? Oppure stai a casa a ripetere davanti alla tv che il mondo è un posto brutto, vedi tu.

Torna al Sito Ufficiale!