Sicuramente, a colpire ancora prima di vedere gli spettacoli di Alessandro Sciarroni, sono i titoli. Per nominare alcuni esempi, basti pensare a U. (un canto), presente nella scorsa stagione del Teatro della Triennale, in cui una coreografia di voci intreccia il folklore del secondo Novecento; mentre uno dei suoi lavori più evocativi e poetici è senza dubbio Save the Last Dance for Me, in cui due danzatori riprendono i passi dimenticati della Polka Chinata, una danza di corteggiamento. Op. 22 n. 2, invece, richiama esplicitamente i titoli delle opere di musica classica: in questo caso il riferimento è al terzo movimento Il cigno di Tuonela del poema sinfonico Lemminkäinen Suite che Jean Sibelius ha scritto nel 1895. In scena Marta Ciappina, sola, è il cigno che nuota intorno all’Ade o l’eroe che tenta di ucciderlo; forse è entrambe le figure, incarnate in un corpo femminile che danza su questa musica lugubre, in gonna marrone e camicia rosa. Anche in questo caso il mondo stratificato di Sciarroni si paleserà sulla scena nel modo più inaspettato e sorprendente per ridare senso, oggi, a quel corno inglese che solo abita l’oltretomba.
Geschrieben von Francesca Rigato