Era il 2021 quando Max Richter, compositore britannico tedesco di nascita, si esibì per la prima volta a Roma in un concerto sold out per il Romaeuropa Festival, proponendo in quell’occasione “The Blue Notebooks” del 2004, accompagnato dal suo ensemble, e la prima parte di “Recomposed by Max Richter: Vivaldi’s The Four Seasons” del 2012, insieme alla Finnish Baroque Orchestra.
Le generazioni che si nutrono di serie tv non possono che associare il suo nome alle tre stagioni di “The Leftovers”, ad uno degli episodi di “Black Mirror” e di sicuro anche a “Taboo” ed “Invasion”, gli ascoltatori casuali e gli appassionati di statistiche probabilmente a “Sleep”, mastodontico progetto di otto ore e mezza di durata, i puristi, storcendo il naso, proprio alle riletture di Vivaldi, ma Max Richter è questo e molto altro.
Artista estremamente prolifico di formazione classica, con studi completati a fianco di Luciano Berio, dal suo debutto con “Memoryhouse” nel 2002 fino all’ultimo “In A Landscape” ha composto musiche orchestrali, per solo piano, per il cinema (dello scorso anno la colonna sonora per “Hamnet” di Chloé Zhao), per balletti.
Se lo scorso marzo lo abbiamo visto sul palco della sala Santa Cecilia presentare „In A Landscape“ e nuovamente „The Blue Notebooks“, in occasione dell’uscita dell’edizione per il ventennale, oggi Romaeuropa presenta la prima italiana di “Four Seasons Changed”, un nuovo lavoro tra musica e danza che alla reinterpretazione di Max Richter delle Quattro Stagioni di Vivaldi affianca la musica elettronica di Didem Coskunseven con il suo “Traveler on a Winter’s Night, parts 1 and 2”. L’esecuzione è affidata all’orchestra d’archi Bryggen guidata dalla violinista Jolente De Maeyer, mentre coreografia, scenografia e luci sono di Michiel Vandevelde. Sul palco anche la danzatrice peruviana Amanda Barrio Charmelo, attualmente residente a Bruxelles.
Geschrieben von Carlo Cimmino