Trattoria Dalla Marisa

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Trattoria Dalla Marisa Fondamenta San Giobbe (Cannareggio), 652/b
Venezia

Zeitplan

  • lunedi chiuso
  • martedi chiuso
  • mercoledi 20–00
  • giovedi 20–00
  • venerdi 20–00
  • sabato 12–14:15
  • domenica 12–14:15

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Preise

Geschrieben von Redazione Venezia il 1 März 2019
Aggiornato il 15 März 2019

Giù la maschera, spogliatevi di ogni poserata, lasciate il cappotto delle vanità, delle pretese e delle aspettative appeso all’attaccapanni all’ingresso. Oppure legatelo alla sedia, tanto fa uguale. Questa è Venezia. Cannaregio, per la precisione. Popolare, autentica, diretta, famigliare: la Trattoria Dalla Marisa, attiva dal 1965, per qualcuno è quasi un luogo di culto. Mentre in Strada Nuova proliferano i negozi di chincaglierie e le insegne in stile luna park, questo locale a San Giobbe, vicino al ponte dei Tre Archi, di poco fuori dal flusso turistico, è riservato ai local, agli studenti, ai lavoratori e a coloro che vogliono ancora sperimentare, con una punta di autocompiacimento, quella cosa che chiameremo “venezianità”. Si respira nell’aria: con i profumi che arrivano dalla cucina, con l’attitudine schietta e regolarmente istrionica del personale. Saporita? Certo. Mentre le comande vi sfiorano tagliando l’aria al coltello, la cucina sforna i piatti tipici: baccalà mantecato, sarde in saor, pesce marinato, folpeti, ma anche pasta al ragù, brasato, nervetti, trippa, verze, tagliatelle. La storia è questa: un bacaro, una ghiacciaia e un po’ di tavoli, le frattaglie che arrivano dal vicino macello, un po’ di pane e via di cicchetti per motoscafisti e muratori. Oggi al posto del macello comunale c’è l’università Ca’ Foscari, facoltà di economia: la Trattoria invece la trovate sempre là, affacciata sul canale. A Venezia si banchetta da sempre con gusti decisi e identitari: qui vengono proposti senza fronzoli. Economicamente, per gli standard di un’isola sempre pronta alle fregature, la Trattoria dalla Marisa, ora gestita dalla figlia Wanda, è onesta: si mangia stretti, allegramente, pochi tavoli, difficile trovare posto, menu essenziale e “rustego”: lasciate, ogni speranza, o voi che entrate…

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