ESCO bistrò mediterraneo

ZERO hier: Cerca il cocktail da abbinare alla trippa... e lo trova!

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ESCO bistrò mediterraneo Via Tortona, 26
Milano

Zeitplan

  • lunedi 12–15 , 19:15–01
  • martedi 12–15 , 19:15–01
  • mercoledi 12–15 , 19:15–01
  • giovedi 12–15 , 19:15–01
  • venerdi 12–15 , 19:15–01
  • sabato c–h
  • domenica chiuso

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Preise

Geschrieben von Simone Muzza il 2 Dezember 2015
Aggiornato il 23 Juni 2016

«E ora qualcosa di frESCO!» deve aver pensato il cuoco Francesco Passalacqua dopo l’esperienza in via Matteo Bandello nello spazio di Rossana Orlandi. Il ristorante si chiamava Pane e Acqua e, a mio modesto parere, soffriva questa convivenza: la cucina non era affatto male, anzi, ma i prezzi altissimi e l’arredamento „pesantissimo“. Insomma, non mi era venuta voglia di tornarci.
E così eccoci nell’anno del Signore 2015, quando FrancESCO Passalacqua apre ESCO (tutto maiuscolo), continuando il suo simpatico gioco con le parole. Lo spazio è davvero bello, una ventata di frESChezza appunto: luminoso, ben arredato, contemporaneo senza cadere nel minimalismo; di più non vi dico, guardate le foto che fate prima, oppure andateci che è ancora meglio.

Francesco Passalacqua alle prese con un dentice reale (tutte le immagini sono tratte dalla pagina Facebook del locale)
Francesco Passalacqua alle prese con un dentice reale (tutte le immagini sono tratte dalla pagina Facebook del locale)

Stessa linea per quanto riguarda il menu: te ne accorgi dai prezzi onesti (portate da 5 a 17 €), certo, ma anche dal fatto che i primi tre piatti in lista (I classici di Francesco Passalacqua) sono suggeriti in abbinamento a uno dei cocktail di Loris Mauro, barman siciliano che abbiamo già messo alla prova con ottimi risultati durante un aperitivo di quelli molesti.
Un esempio: la battuta al coltello di Fassone piemontese può essere ordinata con il drink Cult in Piemonte, con cachaça Velho Barreiro Gold, lime, frutti di bosco, foglie di basilico, zucchero di canna e bitter thai. Davvero niente male, peccato solo che a pranzo non servano i drink. Ma pare ci stiano lavorando, così mi ha detto il caposala quando mi sono permesso di suggerirlo; in compenso c’è un menu a 15 euro con piatto unico, calice di vino, acqua, caffè e piccolo dessert.

Minestra di cereali spezzati, caciocavallo e pomodori secchi
Minestra di cereali spezzati, caciocavallo e pomodori secchi
 
Il menu, manco a a dirlo stagionale e con ingredienti scelti nell’eccellenza dell’artigianalità italiana, è un mix tra la grande tradizione regionale (ravioli del plin, trippa, daino dell’Appennino, tanto pesce anche) e focacce e pizze definite gourmet. Ho assaggiato quella con pancetta di Mora romagnola, zucca e zenzero: leggera e allo stesso tempo porca, per una volta il concetto di food porn mi ha sfiorato, ma poi mi son guardato le mani arancioni e mi è scesa la catena.
Finisco in bellezza – nonostante i troppi camerieri che spesso vagano senza accorgersi che ho bisogno di loro – con ESCOMoscato, una meringa di zabaione e appunto vino Moscato.

Punch mediterraneo
Punch mediterraneo
 
ESCO felice in via Tortona, non mi disturbano manco le modelle che piuttosto che guardarti in faccia si fanno selfie-walking (non so se si dice così, Passalacqua mi sta contagiando pericolosamente).
Nota di costume: si accettano scommesse sul prossimo ristorante dello chef piemontese. Uva Passa? Franco, passa? Passa, Franco! Passaporto? Un passato del passato? Ai posteri l’ardua sentenza.

(Articolo di Simone Muzza)