Per Me - Giulio Terrinoni

ZERO hier: mangia pesce stellato.

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Per Me - Giulio Terrinoni Vicolo del Malpasso, 9
Roma

Zeitplan

  • lunedi 12–15 , 19–23
  • martedi 12–15 , 19–23
  • mercoledi 12–15 , 19–23
  • giovedi 12–15 , 19–23
  • venerdi 12–15 , 19–23
  • sabato 12–15 , 19–23
  • domenica 12–15 , 19–23

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Nahrung

Preise

Geschrieben von Nicola Gerundino il 3 Dezember 2015
Aggiornato il 21 Mai 2019

Per Me è stata una delle nuove aperture più attese del 2015 nel panorama culinario romano. Il motivo è tutto nel nome e cognome dello chef dietro ai fornelli: Giulio Terrinoni, che per anni ha deliziato i palati capitolini con i piatti a base di pesce dell’Acquolina Hostaria, che gli sono valsi anche la stella Michelin. Dopo anni di militanza a Collina Fleming ha quindi deciso di spostarsi in centro, per un progetto ancora più profondamente personale – e anche un auto-regalo per i propri 40 anni, essendo un classe ’75. Per Me si trova in uno degli angoli più suggestivi e meno battuti del centro: l’incrocio tra via dei Banchi Vecchi, via di Monserrato e via del Pellegrino. Appena entrati avrete di frontela cucina a vista, poi due piccole sale con pochi coperti, tavoli neri – dotati di un fantastico porta smartphone scorrevole – pareti bianche con piccoli fori di luce soffusa a mo‘ di costellazioni. Servizio e qualità dei piatti eccellente, con diversi assaggi in omaggio in entrata e in uscita del pasto e anche la possibilità di ordinare qualche cocktail per stimolare l’appetito o chiudere la partita. Interessante la possibilità di ordinare degli assaggi da ¼ di porzione, i “tappi”, ma il consiglio è di optare per la degustazione: di quattro portate da scegliere tra tutte quelle in carta (€ 65), di dieci se si lascia carta bianca allo chef che guiderà “Tra terra e mare” (€ 95). I piatti sono tutti ottimi e le porzioni di sostanza. Tra quelli assaggiati sono assolutamente da segnalare i filetti di sogliola con crudo di porcini, olio al lemon grass e caldarroste; il “Baccalà 2006” con patate, bagna cauda e tartufo nero; le fettuccine con ragu di triglia e quaglia, con porcini e menta; lo spiedo di pescatrice con cicoria di campo, crema di fagiolini e vongole veraci. Per i palati alla ricerca di accostamenti più arditi ci sono anche i ravioli con radici, mandorle, crudo di gamberi rossi e cipolla bruciata. Un discorso a parte meriterebbe il piatto di crudi, che può fare pasto da sé essendo suddiviso in 12 piattini per altrettanti tipi di pesce e soluzioni di condimento. Sui dolci potete andare senza esitare su Ricotta, Noce, Vin Brulé. Molto valida la carta dei vini (maître Sommelier Giulio Bruni) con bottiglie che partono dai 30 euro e divisa per regioni. Curiosa la piccola carta di tè e tisane con cui chiudere il pasto.