Le valigie di Crash Baggage partono già ammaccate. Non è un incidente, è proprio il punto: il brand veneziano, nato nel 2013, ha fatto della valigia “vissuta” il suo marchio di fabbrica. Niente gusci immacolati da proteggere con ansia al primo viaggio: qui graffi e botte sono già compresi nel prezzo. Handle without care, dicono loro.
Il paradosso è che, una volta comprata, la valigia ti trasforma in una specie di piccolo performer aeroportuale. Perché arriva il momento in cui la consegni al personale di terra e qualcuno la guarda con quella faccia da “questa è già rotta”. E allora tocca spiegare che no, non l’avete lanciata giù dalle scale, non avete litigato con il bagaglio e soprattutto non l’avete rotta voi: è proprio così.
Ora il brand si è preso uno spazio in Via Pastrengo 11 e, per farlo, ha chiamato Martí Guixé. Dentro ci sono valigie, borse e accessori, ma l’impressione è quella di essere finiti da qualche parte tra un aeroporto, un magazzino e un retrobottega della logistica. Guixé lavora con quei codici lì: infrastrutture, sistemi di trasporto, cose che normalmente guardiamo senza farci troppo caso. Ci mette dentro anche qualche riferimento a Venezia, giusto per ricordarci da dove arriva tutto quanto.
Il negozio, quindi, sembra più un punto di passaggio che una boutique. Una specie di zona franca per valigie in partenza, arrivo o transito. Il progetto si chiama In Real Life e l’idea è di usarlo anche per incontri, presentazioni e collaborazioni legate a design e creatività.
E poi c’è Pijama, che nello stesso indirizzo continua a occupare il suo spazio. Due brand amici, sotto lo stesso tetto, in una via che sembra fatta apposta per far transitare cose e persone. Bon voyage mes amis!