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La fotografia e i suoi confini: la 25esima edizione del SI Fest

Il festival di fotografia più longevo d'Italia torna a Savignano Sul Rubicone dal 9 all'11 settembre

Geschrieben von Salvatore Papa il 27 August 2016
Aggiornato il 12 September 2016

Foto di Olivo Barbieri

„Il dado è tratto“ o anche „Alea iacta est“. La frase di Giulio Cesare che segnò la fama di Savignano sul Rubicone sta oggi ad indicare un punto di non ritorno, una linea immaginaria al di là di quel fiume ancora attraversato da un ponte romano. Per le sue nozze d’argento con il piccolo comune romagnolo, il SI Fest, il festival di fotografia più longevo d’Italia, trae da questa Storia il tema e la metafora della nuova edizione: il confine e il suo superamento.

Danila Tkachenko
Danila Tkachenko

Confine geografico nel lavoro Restricted Areas di Danila Tkachenko, pluripremiato autore che ha perlustrato mezzo mondo alla ricerca di quelle aree destinate ad usi militari e spaziali rimaste segrete durante la Guerra Fredda; confine formale per Adriatic Sea di Olivo Barbieri dove i turisti che danzano sulla battigia ripresi dall’alto contrastano con il blu acceso del mare, blu paradigmatico e „mentale“; confine stilistico che contrassegna le avanguardie fotografiche rappresentate dagli scatti di Paola Di Bello e Luigi Erba; o confine di linguaggio a rappresentare la sperimentazione, come nella mostra curata da Silvia Camporesi, A secret about a secret, che raccoglie maestri come Alfred Stieglitz, Alexander Rodchenko, Lee Friedlander, Diane Arbus, Luigi Ghirri, per arrivare alle moderne visioni concettuali di Juan Fontcuberta, Thomas Ruff e James Casebere.

Paola Di Bello
Paola Di Bello

Tra gli ospiti di punta del festival anche l’americano Duane Michals, maestro dello storytelling, presente con la personale Dr Duanus. E, ancora, Andrea Modica, artista americana di origini italiane autrice dell’immagine guida del SI Fest 25 e protagonista di As we wait, ventiquattro immagini in bianco e nero stampate dall’artista con la tecnica ottocentesca del platino-palladio; Guido Guidi con un vero e proprio studio sulle torri dell’acquedotto che punteggiano il panorama della provincia romagnola; Ulisse Bezzi, contadino novantenne di San Pietro in Vincoli scoperto di recente dalla gallerista newyorkese Keith De Lellis che espone per la prima volta pubblicamente una selezione di ritratti.

In contemporanea va in scena anche il SI Fest OFF, il circuito indipendente del festival dedicato alla fotografia emergente e alle arti visive.

Info e programma dettagliato sul sito www.sifest.it