Baccano, la nuova etichetta discografica che fa capo alla Luiss University Press, è tornata a scuotere la capitale e – per l’occasione – facendo ancora più rumore. Se la prima uscita in veste di promoter aveva portato a Roma i libanesi Sanam accompagnati dal duo Lino Capra Vaccina / Mai Mai Mai, oggi Baccano Dischi apre i portoni della Chiesa Valdese alle sonorità ipnotiche di Iggor Cavalera, che ricordiamo – fra l’altro – per essere stato dal 1984 al 2006 il batterista dei brasiliani Sepultura, gruppo metal che sarà all’Eur Social Park ad inizio giugno per quello che sembra essere il loro tour di addio.
Ad aprire la serata anche questa volta Mai Mai Mai, figura dalle misteriose fattezze celate dietro un costume da moderno rito pagano, che si muove in quello strano territorio fatto di elettronica e musica dalla tradizione popolare. Emerso dalla scena dell’Italian Occult Psychedelia, un disco, “Karakoz”, registrato per la maggior parte in Palestina ed uscito da pochi giorni per la Maple Death Records, Mai Mai Mai è uno degli artisti con i quali Baccano lo scorso aprile ha fatto il suo debutto nel mondo discografico, tre album dedicati ai suoni ed all’immaginario della Sicilia: “I Racconti di Aretusa” di Lino Capra Vaccina & Mai Mai Mai, “La Macchia” di Alfio Antico & Go Dugong ed un lavoro a firma Maria Violenza, Irtumbranda (ovvero Luciano Turella) e Tropicantesimo.
Ma gli occhi stasera saranno tutti puntati su Iggor Cavalera con il suo solo per elettronica e batteria, a dimostrarci come thrash metal e noise possano essere due facce della stessa medaglia. La sua è musica rituale e sperimentale, incentrata su droni, ritmo e percussioni, collocabile tra dark ambient ed industrial, come basterebbero a dimostrare le recenti uscite datate 2025: uno split con Shane Embury, bassista dei Napalm Death, “Neon Gods / Own Your Darkness”, una cassetta con il giapponese Linekraft, “Humiliating Human”, un disco a sei mani con Merzbow ed Eraldo Bernocchi, “Nocturnal Rainforest”.
Ospite lo scorso anno a Milano di una serata dedicata a dolore e disagio, nella quale accompagnava interventi di luminari della medicina, Iggor Cavalera adora il rumore ed i volumi alti, anzi altissimi. Riusciremo a salvare le vetrate della Chiesa Valdese e i nostri timpani?
Written by Carlo Cimmino