Sono passati quasi dodici mesi da quella domenica al Metro Core in cui segnalavamo un concerto di Alberto Popolla, definendolo in qualche modo speciale.
Generalmente ai clarinetti, ma da qualche tempo tornato ad imbracciare anche l’amato basso che suonava nella seconda metà degli anni ottanta negli psichedelici Magic Potion, Popolla è membro fondatore dei Roots Magic, gruppo jazz dalle radici affondate in profondità nel blues del delta, con quattro dischi usciti per la portoghese Clean Feed, e degli Improgressive con Errico De Fabritiis, duo che proprio lo scorso anno è tornato a suonare dal vivo dopo un lungo periodo di silenzio. Senza dimenticare il più recente dei progetti, quel Cry Baby che lo vede insieme alla voce di Sabina Meyer, cantante che della capacità di spaziare dal barocco al contemporaneo ha fatto da tempo il suo punto di forza.
In quella domenica Alberto Popolla si è invece offerto al pubblico romano nella dimensione più intima possibile, con un solo per clarinetto che era un viaggio attraverso il blues. Presentava “Really The Blues”, disco uscito per Aut Records che prende il titolo in prestito da una canzone di Mezz Mezzrow e Sidney Bechet per ripercorrere il cammino di nomi storici come Eric Dolphy, Blind Willie Johnson. John Carter, Jimmy Giuffre e tanti altri, affiancando ai loro brani composizioni dello stesso Popolla.
Stasera torna con un nuovo lavoro, “Bassism”, dalle atmosfere maggiormente elettrificate, fra loop, feedback e droni, senza però mai abbandonare le origini blues che lo portano a reinterpretare brani di Ry Cooder, Charley Patton e Charlie Haden, rendendo omaggio al tempo stesso a scrittori e pensatori come Ursula K. Le Guin e Aleksandr Bogdanov. In questa nuova avventura dal vivo lo vedremo accompagnato da Errico De Fabritiis al sax baritono e Ferdinando Faraò alla batteria.
Written by Carlo Cimmino