Da bambini erano un mestolo e delle pentole. Un filo d’erba teso tra le dita. Delle labbra contorte. Soffi che facevano diventare paonazzi. Dita accartocciate e messe in bocca. Matite usate come bacchette. Scope come chitarre.
Il suono fa parte di noi e della nostra esperienza del mondo. Dal momento in cui iniziamo ad ascoltare consciamente, iniziamo a desiderare di replicare i suoni che ci circondano. Come sempre quindi, dove non arriva con il corpo, l’uomo arriva con la mente. Inventa protesi più o meno invasive, strumenti che lo modificano e ne aumentano le possibilità: bombole d’ossigeno per respirare come i pesci, deltaplani ed aerei per volare come gli uccelli, macchine e moto per correre veloci come un felino.
L’essere umano non è altro che un grande bambino alla costante ricerca di giocattoli nuovi. Per rendersi orchestra e partecipare al gioco dei suoni, ha inventato gli strumenti musicali.
Klang presenta “Toys”, una nuova rassegna curata con Diacronie Lab sulle più audaci, lungimiranti e immaginifiche declinazioni dell’utilizzo degli strumenti musicali. Il primo appuntamento è dedicato alla voce con protagonista Elvin Brandhi.
Artista eclettica, iperattiva e giramondo la gallese usa la voce come un vero e proprio strumento di alterazione della realtà sonica. Attraverso loop, autotune, sampler ed effetti siamo immersi in un flusso di coscienza trasformativo del quale è impossibile prevedere gli svolgimenti: furiosa, profonda e dadaistica, la sua spoken word in salsa auto-tune, impasta field recordings, tapes, vinili, strumenti e voce. Dal 2013 ha suonato e collaborato con molti improvvisatori tra cui Rhodri Davies, Eugene Chadbourne, Michael Fischer, Gustav Thomas, Greta Buitiké, THF Drenching, Alan Wilkinson, Ventil, WIDT, l’ex Jungle Brothers MC Sensational, Tony Allen, Pat Thomas e con il collettivo ugandese Nyege Nyege.
Ad ogni tappa del suo percorso nomadico tra Vienna e Kampala, Berlino, Cairo, Dakkar, Marsiglia e Newcastle collabora con artisti locali e ha partecipato ai principali festival internazionali di musica sperimentale. Tra le collaborazioni stabili c’è il duo noise pop low-fi Yeah You con il padre Gustav Thomas, il duo interdisciplinare BAHK con Daniel Blumberg, il duo INSIN con Bashar Suleiman, il progetto Avril Spleen con Joseph Jadame, il duo Pollution Opera con Nadah El Shazly, e Bad@Maths. Uno degli ultimi progetti pubblicati la vede affianco alla “nostra” Sara Persico.
Written by Giulio Pecci