Per capire la caratura artistica, l’apertura mentale e la sensibilità – ai massimi livelli sia verso il mondo esterno che rivolta al microcosmo interiore, sempre accompagnata, per fortuna, da una massiccia dose di ironia – basta prendere in esame i due ultimi e ottimi lavori solisti di Gruff Rhys. Da una parte “Sadness Sets Me Free” (2024), uscito per Rough Trade, cantato in inglese e con un sound pieno di trovate e strumenti, un pop psichedelico con continue pennellate orchestrali in chiaroscuro capaci di mettere in risalto la parte più solare ed espressiva della vocalità di Rhys.
Dall’altra “Dim Probs” (2025), uscito per la Rock Action dei Mogwai: testi in gallese, un approccio minimalista alla strumentazione e un cantato che si fa più profondo e confidenziale. Una collezione di ballate pop/folk mid tempo in cui la componente psichedelica è parca ma funzionale grazie al sapiente uso di gentili tappeti elettronici. Entrambi i dischi hanno dei titoli volutamente contraddittori e ironici – “Dim Probs” in gallese significa “nessun problema”, al giorno d’oggi direi non occorre aggiungere altro… – e rappresentano al meglio le possibilità di scrittura e i panorami musicali che Rhys immagina da oltre trent’anni.
Prima come leader dei fantastici Super Furry Animals, una delle migliori sorprese e anomalie della scena britpop nella seconda metà dei Novanta – anche loro “scoperti” da Alan McGee dopo un concerto al Monarch di Londra e messi sotto contratto con la mitica Creation – poi in veste solista o con le tante collaborazioni e progetti paralleli come i Neon Neon con Boom Bip. Non ci poteva essere artista migliore di Gruffud Maredudd Bowen Rhys, per la prima volta in solo a Roma, per inaugurare la stagione 2026 delle Church Sessions griffate Unplugged in Monti. Insieme a Gareth Bale e Ryan Giggs, il miglior talento made in Welsh degli ultimi decenni.
Written by Matteo Quinzi