Li abbiamo visti al Goethe-Institut in una sera di metà luglio sperimentare fra elettronica e droni nel set “Cometha”, oggi, con un disco in uscita ad ottobre per Kohlhaas, attivissima etichetta di Trento, Ludovica Manzo e Ruggero Fornari si presentano alla Casa del Jazz per uno degli ormai abituali concerti programmati nel tardo pomeriggio nella saletta di Villa Osio.
Vocalist e performer, Ludovica Manzo è metà del duo O-Janà, formazione in bilico tra elettronica, jazz e world music. Sodalizio ormai più che decennale con la pianista Alessandra Bossa, da tempo residente in Svezia, O-Janà ha esordito nel 2018 con “Inland Images”, album dalle atmosfere sognanti tra jazz e sperimentazione che vedeva la partecipazione di Michele Rabbia e del chitarrista norvegese Eivind Aarset, seguito da “Animal Mother” su Folderol Records. Alla Casa del Jazz si è esibita anche con Siner, trio che si muove fra improvvisazione e forma canzone, nel quale è affiancata da Matteo Bortone e Giulio Stermieri. Ma Ludovica Manzo la conosciamo anche per Serpentine, il suo progetto A/V per voce ed elettronica, in collaborazione con l’artista visiva Loredana Antonelli. Il live registrato per la rassegna Ekstasis alla Basilica di Santa Maria della Vittoria è stato pubblicato da Diacronie in una edizione limitata in cassetta a fine novembre scorso.
Ruggero Fornari, chitarrista, compositore ed esploratore di sound art, proviene dall’universo di Siena Jazz. Alla Casa del Jazz lo abbiamo visto accompagnare la voce della sorella Miriam, ma Ruggero Fornari è attivo in solo con il suo set elettroacustico per chitarra e sintetizzatore modulare, in duo con il pianista Héctor Cavallaro, nei gruppi The Sycamore e Phorminx, quest’ultimo un trio strumentale formato da Ruggeri, che è autore di tutte le musiche, insieme ad Alessandro Cianferoni al basso elettrico e Lorenzo Brilli alla batteria, che ha debuttato con l’album omonimo su Record Y. nel 2023 e che solo pochi giorni fa si è esibito presso Spazio Kina.
Written by Carlo Cimmino