Il contralto è un sassofono che vive a metà tra l’agilità di un soprano e la profondità di suono di un tenore; un sax plastico, capace di essere muscolare e pungente, agile e pesante. Questa sua capacità di abitare mondi a metà lo fa strumento d’elezione di musicisti estremamente creativi, che sfidano i confini di genere e quelli del loro stesso sax, spingendosi sempre un po’ più in là.
Logan Richardson è nato nel 1980 a Kansas City, la città di Charlie Parker, e come lui suona il sax contralto. Da anni è considerato come uno dei sassofonisti più importanti del mondo, uno di quelli che prova veramente a riscrivere le regole del jazz senza rifiutarne la storia. Formatosi tra Boston e New York, per un periodo residente a Parigi, ha all’attivo innumerevoli uscite discografiche. Menzione d’onore per “Shift” del 2016 per l’iconica Blue Note Records e “blues PEOPLE” del 2018, album con cui inaugura una ricerca sperimentale vicina all’elettronica, il rock, il progressive e imbevuta di messaggi socio politici.
Questa sera invece lo ritroviamo in un trio d’eccezionecomposto da Harish Ragavan al contrabbasso (già visto con Ambrose Akinmusire, Eric Harland e Walter Smith III) e la leggenda Jeff Tain Watts alla batteria.
Written by Carlo Cimmino