C’è musica che non appartiene a nessun luogo preciso, e proprio per questo riesce ad appartenere a tutti. È il caso del duo parigino formato da Guido Minisky e Hervé Carvalho, in arte Acid Arab, che dopo anni di notti nei club hanno allargato lo sguardo ben oltre la dance francese e l’elettronica occidentale, verso l’Algeria, il Medio Oriente, la Turchia, il Marocco, e ancora più lontano. Il punto di partenza è stato quasi casuale: il festival Pop in Djerba, in Tunisia nel 2012. L’idea era provare a mescolare techno, house e sample di canti arabi per vedere cosa succedeva. Finì con un back to back a quattro mani e una pista da ballo che non voleva smettere. Da lì fino ad oggi hanno deciso di farne qualcosa di più serio: canzoni nuove, costruite sull’incontro tra le strutture ritmiche orientali e i beat della dance europea. Una formula che loro stessi preferiscono chiamare infusione, più che fusione.
Written by Aureliano Petrucci