Dalle pagine di “Rabia”, romanzo dello scrittore argentino Sergio Bizzio, nasce l’omonimo adattamento teatrale firmato da Claudio Tolcachir insieme a Lautaro Perotti, María García de Oteyza e Mónica Acevedo. In scena, lo stesso Tolcachir dà corpo a un monologo teso e magnetico, dove il respiro del desiderio si confonde con quello della paura, mentre la violenza resta latente e sospesa, pronta a fendere l’aria.
Il progetto origina da un legame profondo e quasi ossessivo con il romanzo: parole e immagini che convergono e trovano, nella scena, la loro naturale compiutezza. “Rabia” si configura così come una sorta di cerimonia teatrale, vertiginosa e rivelatrice, che spinge lo spettatore ai piedi di un dirupo.
Lì si trova José María, operaio edile e uomo in fuga, che dopo un delitto trova rifugio nella soffitta della villa dove lavora Rosa, la donna che ama. Invisibile agli occhi del mondo, vive come un’ombra tra le pareti: osserva, ascolta, trattiene il respiro. Testimone senza corpo della vita degli altri e delle ingiustizie che subiscono, consuma lentamente la propria esistenza in un silenzio traboccante. Con una messinscena essenziale e d’impatto, “Rabia” attraversa l’esperienza umana e restituisce al teatro la sua forza più radicale: non sottrarre lo sguardo.
Written by Jamira Colapietro