Se alla fotografia pornografica è riconosciuta oggi una dignità artistica, gran parte del merito è di Robert Mapplethorpe. Dissacrante e provocatorio, eppure figlio di una rigida educazione cattolica, è nei turbolenti Sessanta newyorkesi che raffina il suo stile e muove i primi passi di una prolifica carriera artistica. Fondamentali gli incontri con Patti Smith, la Factory di Warhol e i luoghi di ritrovo della comunità artistica del tempo, che influenzano i suoi primi lavori: collage di feticci religiosi e figure omoerotiche. Poi arriva la fotografia e con essa un rinnovato interesse per i corpi, soprattutto maschili, ritratti come statue marmoree dell’età Classica.
Al Museo dell’Ara Pacis arriva una retrospettiva dedicata all’artista americano, a cura di Denis Curti e realizzata con Zètema e Marsilio Arte, in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation di New York. Uno spazio espositivo suddiviso in otto sezioni a partire dai primi collage giovanili fino al dialogo diretto, progettato per la tappa romana, con due sculture classiche dei Musei Capitolini. In mezzo ci sono i nudi, i ritratti delle celebrity come Lisa Lyon, Yoko Ono, Robert Rauschenberg, Donald Sutherland, David Byrne, Richard Gere. Infine la serie dei fiori e delle nature morte e gli scatti inediti realizzati durante i suoi soggiorni italiani.
Written by Silvia Basile