Due batterie, quattro bacchette, piatti, piattini e oggetti vari. È un’apertura di stagione fuori dall’ordinario quella proposta dal Metro Core, il piccolo circolo Arci del Pigneto che da anni ci offre i suoi sabati (e non solo) dedicati all’improvvisazione. Luogo di primi incontri, di progetti che hanno visto la luce tra quelle mura, come sa bene Stefano Costanzo, batterista napoletano che al Metro Core abbiamo già visto nel quartetto Volk di Giacomo Ancillotto, insieme a Simone Alessandrini e Marco Bonini, nell’omaggio a Guido Morselli dei Dissipatio HG, con Barbara De Dominicis e Marco Bonini, ed anche accompagnare il sax del palestinese Dirar Kalash. Oggi Costanzo torna con un disco ancora fresco d’uscita ed un nuovo compagno di avventure, Andrea Grillini, che a Roma non vediamo dal concerto del trio Spell//Hunger con Piero Bittolo Bon e Alberto Novello in quel del Fanfulla.
Uscito per la veneta Pila Records, “Nakki Nakki” è l’incontro/scontro fra due diversi stili percussivi, un dialogo tra due batterie che gli stessi diretti interessati si chiedono ironicamente – fin dal titolo – dove possa andare a parare. Ci viene infatti detto che quel Nakki Nakki potrebbe derivare dal latino “nec hic, nec hoc”, a significare “né questo, né quello”, ma anche dal siciliano “chi nicchi e nacchi”, modo di dire per esprimere disappunto o stupore: “ma che dici?”, “ma che c’entra?”. A noi spettatori l’arduo compito di trovare il bandolo della matassa.
Written by Carlo Cimmino