SBAM! No, non siamo nel mondo dei fumetti, anche se potrebbe essere benissimo il suono di una porta che ci viene chiusa in faccia. Ci arriva come una sberla, ma è un semplice acronimo formato dalle iniziali dei cognomi dei quattro musicisti che compongono questo nuovo gruppo formato da Simone Alessandrini al sax alto, Manlio Maresca alla chitarra, Vittorio Solimene all’organo hammond ed Ermanno Baron alla batteria, qui indicati in un ordine meno rispettoso del nome che si sono dati.
Un quartetto ancora fresco di formazione che abbiamo visto esordire lo scorso giugno sul palco di Estate al Torrione e che ora approda al Metro Core per una delle ormai imperdibili serate del sabato sera offerte dal circolo Arci del Pigneto. L’intenzione è quella di rendere omaggio – rielaborandolo – al soul jazz dei primi anni sessanta, suonando anche brani originali e i musicisti coinvolti non avrebbero bisogno di presentazioni.
Simone Alessandrini, attivissimo sassofonista della scena romana, è il leader degli Storytellers, prima quartetto con Antonello Sorrentino alla tromba, Riccardo Gola al contrabbasso e Riccardo Gambatesa alla batteria, poi quintetto, con l’inserimento del sax tenore di Federico Pascucci,, l’arrivo di Giacomo Ancillotto alla chitarra e infine la versione estesa a dodici elementi. .Guidato dalla passione per il concept album, nel disco d’esordio raccontava di personaggi popolari fra storia e leggenda sullo sfondo della seconda guerra mondiale, in “Mania Hotel” della follia, con cinque storie accomunate dalla fragilità dell’identità dell’essere umano, fino al più recente “Circe” – riadattamento in versione jazz dell’operetta di Giovan Battista Gelli datata 1549 – con ogni musicista a rappresentare uno dei greci trasformati in animali dalla leggendaria maga.
Manlio Maresca lo ricordiamo come chitarrista dei Neo, al fianco di Antonio Zitarelli (Mombu) e del compianto Carlo Conti, gruppo con un disco prodotto niente meno che da sua maestà Steve Albini, e degli Squartet, con Fabiano Marcucci e Marco Di Gasbarro. E poi le innumerevoli versioni di Manual for Errors, band dai componenti in eterna mutazione e caratterizzata non dalla ricerca della perfezione quanto piuttosto dalla costante esaltazione dell’errore, fino ai più recenti Gastric Juice.
Vittorio Solimene, che solo pochi giorni fa abbiamo visto al pianoforte nel quartetto del sassofonista Lorenzo Simoni per una delle residenze artistiche del il festival franco-italiano di jazz e musiche improvvisate “Una Striscia di Terra Feconda”, ha collaborato con alcuni dei più importanti nomi del jazz italiano e internazionale, da Kurt Elling a Fabrizio Bosso, da Jerome Sabbagh ad Ada Montellanico. Come leader ha pubblicato tre album, il più recente dei quali è “Letter To” del 2025 con Lorenzo Simoni, Alessandro Bintzios e Michele Santoleri.
Ermanno Baron, componente del collettivo Altera, al quale dobbiamo l’appuntamento fisso a cadenza mensile del Fanfulla, è componente dell’ensemble di improvvisazione elettroacustica Acre (reduce da un superbo incontro a dodici mani con gli storici Ossatura), del trio Arbo di Igor Legari, del MAT di Marcello Allulli e di Genera, trio che lo vede accanto a Luca Venitucci e Dario Miranda. Fra le formazioni più recenti il quartetto Atman, che condivide con Alessandro Ciccarelli, Cristian Maddalena e Domenico Vellucci.
Written by Carlo Cimmino