Mosto'

ZERO here: beve vino tra Maxxi e Auditorium.

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Mosto' Viale Pinturicchio, 32
Roma

Time

  • lunedi chiuso
  • martedi 18–02
  • mercoledi 18–02
  • giovedi 18–02
  • venerdi 18–02
  • sabato 18–02
  • domenica 18–02

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Prices

Written by Martina Di Iorio il 17 November 2015
Aggiornato il 17 July 2017

Da intendersi come invito a prendersela comoda, sedersi, iniziare dal primo bicchiere di vino e dal primo assaggio di cibo senza avere scadenze e programmi su quale e quando sarò l’ultimo. Rivendicazione al relax di stampo partenopeo, come l’origine condivisa dai due artefici di questa enoteca: Ciro Borriello, con un’esperienza come maître all’Acquolina di Giulio Terrinoni e Pasquale Livieri, anima a 360° del Sorì di San Lorenzo, di cui qui si ripropone il binomio vino e cucina di qualità. Sala unica, con il bancone subito sulla destra dove impera un pata negra – provateci a resistere e a non ordinarne un piatto – e dove Ciro si occupa della mescita dei vini, chiacchierando tra un calice e l’altro di Elvis come di Jim Jarmusch. Segue un piccolo piano rialzato, con altri tavoli e la maggior parte delle bottiglie custodite dal Mostò in bella vista. Ovviamente, il consiglio è quello di sedersi al bancone, anche per godere di qualche assaggio “carbonaro” quando si apre una nuova bottiglia. La qualità è la stessa – ed elevata – sia che si guardi la carta dei vini che il menu dei piatti, per cui è bene non risparmiarsi su entrambe i fronti. Oltre al già citato piatto di pata negra, la casa offre un’ottima selezione di salumi e formaggi (dal ciauscolo agli erborinati), una validissima tartare di manzo (con cipolla, senape, sedano e uovo di quaglia) e la tartare di mazzancolle con capperi, che è uno dei piatti di punta del Mostò. Da segnalare anche il bulgur di mazzancolle, il carpaccio di spada e i club sandwich – al salmone e alla lingua di manzo – che hanno i prezzi più bassi. Per quel che riguarda i vini, l’offerta è suddivisa tra italiani – che sono in maggioranza – e francesi (bianchi, rossi e bollicine). Tra quelli assaggiati, consigliamo per i rossi il Velius (cantina Podere Pradarolo) e il riesling della cantina tedesca Dr. Loosen per i bianchi. Merita anche lo Stoppa dell’omonima cantina Emiliana. Tra le altre cantine alla mescita si annoverano Emidio Pepe, La Visciola, Masseria Felicia, Cantine del Barone, Edoardo Sderci. Per tutte le altre bottiglie in cantina, come sempre, fatevi consigliare. Tenete d’occhio il loro facebook per corsi, degustazioni e verticali, che qui di roba buona ne passa tanta.