Seta

ZERO here: Non ricorda un singolo piatto mangiato

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Seta Via Andegari, 9
Milano

Time

  • lunedi 12:30–14:30 , 19:30–19:30
  • martedi 12:30–14:30 , 19:30–19:30
  • mercoledi 12:30–14:30 , 19:30–19:30
  • giovedi 12:30–14:30 , 19:30–19:30
  • venerdi 12:30–14:30 , 19:30–19:30
  • sabato c–h
  • domenica chiuso

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Written by Sibilla Zandonini il 16 December 2015
Aggiornato il 8 February 2018

Pare che i dipendenti del Mandarin Oriental abbiano affrontato una formazione di stile militare, con un’unica missione: coccolare il cliente. Quattro mesi di allenamento per assicurarsi che la macchina dell’hotel funzionasse alla perfezione fin dal primo giorno, d’altronde sono proprio le prime settimane di rodaggio quelle in cui si rischiano le peggiori critiche.
E così è stato: il Mandarin ha aperto i battenti e tutte le sue creature han preso vita, anche Seta, ristorante gourmet condotto dall’esperta mano di Antonio Guida, al petto appuntate le due stelle Michelin guadagnate al Pellicano di Porto Ercole e una carriera di lungo corso alle spalle. La terza stella, manco a dirlo, è arrivata a pochissimi mesi dall’apertura di Seta.
E così, dopo aver provato il bar, ci sono entrata anch’io al Seta, in questo scrigno di legno scuro, marmo e velluto, per vedere da vicino come giocano gli adulti. Non posso certo far finta di essere a mio agio in un luogo in cui il bagno delle signore è grande quanto casa mia.
Se dovessi pensare a un aggettivo per la cucina di Guida direi pacata, non ricordo una sbavatura, ogni boccone è equilibrato al palato e appaga la vista, però c’è sempre un però…
La verità è che non ricordo un singolo piatto mangiato, nulla mi ha stupito da restare impresso nella mente e ho dovuto fare un grosso sforzo per rintracciare nella memoria qualche indizio.
Non direi però che sia una colpa o un difetto, siamo in una catena internazionale di hotel extra lusso 5 stelle e quindi ciò che viene offerto deve avvicinarsi il più possibile alla perfezione, la quale si sa, è più facile che annoi piuttosto che divertire.
Certamente piatti come il risotto al nero di seppia con calamaretti spillo e crema di curcuma, oppure l’animella di vitello con rigaglie di pollo e crema di carote agli agrumi, o ancora il petto di piccione affogato con foie gras spadellato, caffè, salsa di foie gras e raviolo di ananas, lime e mango, se non siete avvezzi alla cucina di ricerca vi conquisteranno.
In sala il maître Alberto Tasinato col sommelier Ilario Perrot: si riuscisse a farli uscire dalla loro rigidità professionale sarebbero uno spasso, invece abbiamo apprezzato un servizio impostato con rigore e il dettaglio non trascurabile di avere sempre un tovagliolo pulito adagiato sulle gambe.
Mettiamola così: io andrei dritta sicura al Seta per fare una proposta di matrimonio, ma non per convincere una nuova fiamma a fare le capriole a letto con me. Ci siamo capiti, no?

Sibilla Zandonini