Per fortuna (e purtroppo) le temperature roventi dell’estate 2026 ci hanno regalato una serie di nuovi termini e concetti legati a delle strategie ormai di sopravvivenza. “Rifugio climatico” ad esempio, vale a dire un luogo dove trovare ristoro e temperature più basse rispetto ad altre porzioni di città prive di “climatizzatori naturali” come gli alberi. Ecco, Flor de Maga potrebbe essere in primis considerato strategico per questo motivo: è in un punto ventoso, lontano dalle zone trafficate serali e, soprattutto, è pieno di piante.
E non potrebbe essere altrimenti visto che tavoli, bancone e cucina sono all’interno di un vivaio: Fleur Garden. Sì, esatto, proprio quello che si trova a viale Trastevere ed è uno dei vivai più vecchi e affascinanti di Roma. Quella di viale Marconi è una seconda sede e a gestirla c’è Marco Pelliccia, che si è gettato in questa avventura gastronomica proprio nell’annus caldissimus 26, insieme ad altri due nomi della miscelazione trasteverina: Elisa Bonafede (Niji) e Daniele Fadda (Santo).
Flor de Maga è pensato per rilassarsi e passare qualche ora in leggerezza, per cui non troverete in carta tante, complicate, proposte, ma una manciata di buoni cocktail e altrettanti piatti dall’animo street. I nostri due suggerimenti: Oyà, il freschissimo Paloma della casa, e il Maritozzo con pulled pork, per sfamarsi e proteggersi dal bis (e tris) di drink.